San Pietro a Majella, prima laurea honoris causa a Ugo Orlandi
MUSICA
19 ottobre 2026
MUSICA

San Pietro a Majella, prima laurea honoris causa a Ugo Orlandi

Mandolinista e docente, ha dedicato la carriera alla ricerca musicologica, alla formazione accademica e alla riscoperta di opere poco conosciute, contribuendo alla valorizzazione del mandolino.
Ilaria Di Paola

Il mandolino entra nella storia del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con il conferimento della prima laurea honoris causa a Ugo Orlandi, interprete, docente e studioso che ha dedicato la propria carriera alla valorizzazione dello strumento e del suo repertorio.

Il riconoscimento apre tre giornate di incontri dedicate alla musica napoletana del Novecento, in programma fino al 21 ottobre. Un’occasione per riflettere su un patrimonio artistico che, nonostante il suo valore, conserva ancora pagine poco conosciute e opere tutte da riscoprire.

«La domanda, però, resta una: quanti conoscono le opere per mandolino di questi maestri?», si chiede Orlandi, invitando a riscoprire composizioni ancora poco conosciute. «Continuo a trovare documenti e opere musicali di cui ignoravo persino l’esistenza», racconta, sottolineando quanto il patrimonio musicale abbia ancora da svelare.

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La sua storia 

Nato a Brescia nel 1958, Orlandi ha costruito un percorso che unisce l’attività concertistica allo studio della musica antica e alla ricerca sulle fonti. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti realtà musicali, esibendosi in tournée e festival internazionali, senza mai abbandonare l’impegno per la valorizzazione del mandolino.

Accanto ai concerti, ha dedicato particolare attenzione all’insegnamento e alla formazione accademica, contribuendo a definire un percorso di studi specifico per lo strumento. Un lavoro che ha aiutato a consolidare il ruolo del mandolino all’interno della formazione musicale italiana.

«Questo conferimento rappresenta un momento storico per il nostro Conservatorio e un riconoscimento al valore artistico, didattico e scientifico del Maestro Ugo Orlandi», dichiara la presidente Carla Ciccarelli. Il direttore Gaetano Panariello evidenzia invece il contributo del maestro nel restituire al mandolino «dignità, rigore scientifico e respiro globale».

Per Orlandi, il riconoscimento ricevuto a Napoli assume un significato particolare, anche per il legame storico della città con il mandolino e con la sua tradizione musicale. Il suo lavoro punta a superare le divisioni tra le diverse scuole italiane, ricostruendo i legami che hanno contribuito all’evoluzione dello strumento.

Il messaggio rivolto soprattutto ai giovani è quello di continuare a cercare, studiare e verificare le fonti, senza fermarsi a ciò che già si conosce. Perché la ricerca musicale, secondo il maestro, deve arrivare al suo obiettivo più importante: tornare a vivere attraverso l’esecuzione.

«La ricerca non deve diventare un esercizio astratto: deve trasformarsi in suono e comunicazione».