Fire TV Stick 4K, più sottile, più veloce e più smart con Alexa+
La nuova Fire TV Stick 4K di Amazon parte da un’idea semplice, togliere qualche complicazione a un prodotto che per definizione deve scomparire dietro al televisore.
Il corpo è più sottile e soprattutto arriva Direct Power, che permette di alimentare la Stick dalla porta USB-A del TV con il cavo USB-C fornito nella confezione. Niente alimentatore da sistemare dietro al mobile, dunque, e niente cavo che scende verso la presa. Sulla carta è un vantaggio piccolo, ma diventa concreto con un televisore appeso alla parete o quando portiamo la Stick in viaggio con noi. È anche il segnale più evidente della filosofia di questa generazione. Amazon non rivoluziona il prodotto, ma elimina alcuni piccoli fastidi nell’uso quotidiano.
Direct Power, però, va detto, non fa miracoli. La porta USB del televisore deve fornire energia sufficiente. Se sullo schermo compare l’avviso di alimentazione insufficiente, Amazon indica come alternativa necessaria un alimentatore USB da 5 V/1 A. Il cavo incluso, inoltre, misura solo 40 centimetri e non sempre USB e HDMI sono abbastanza vicine. Nella nostra prova, con un Samsung Crystal UHD 4K 43″ TU7090, la porta USB del televisore ha alimentato la Stick senza problemi.
L’installazione della Fire TV Stick 4K è semplice e lineare. Colleghiamo HDMI e alimentazione, ci connettiamo al Wi-Fi e accediamo al nostro account Amazon, anche attraverso il codice mostrato sullo schermo.

Restano gli eventuali aggiornamenti iniziali e la configurazione dei controlli per TV o soundbar, ma nel complesso dalla scatola allo streaming bastano pochi veloci passaggi.
La novità più importante non si vede. La Fire TV Stick 4K di terza generazione utilizza Vega OS, la piattaforma sviluppata da Amazon che prende il posto di Fire OS basato su Android.

L’interfaccia resta volutamente familiare e chi proviene da una Fire TV recente non ha l’impressione di trovarsi davanti a un dispositivo diverso. A cambiare radicalmente è ciò che accade sotto.
Vega è una piattaforma Linux indipendente da Android, quindi le app devono essere sviluppate o adattate per il nuovo ambiente. Il catalogo sta crescendo rapidamente.

Amazon dichiara oltre duemila app aggiunte dal lancio del primo dispositivo Vega, lo scorso anno, e cita Spotify, Xbox, VLC e varie VPN accanto a servizi ormai indispensabili come Netflix, Disney+, YouTube e Prime Video. Sulla pagina italiana, per esempio, Xbox Game Pass compare tra i servizi di cloud gaming compatibili. Nella nostra prova DAZN, Prime Video e RaiPlay hanno funzionato senza problemi. Il punto non è quindi trovare le app più diffuse, ma verificare la presenza di quelle meno comuni che si utilizzano.
Il prezzo di questo ecosistema più controllato è la perdita di una caratteristica storicamente apprezzata dagli utenti Fire TV più esperti. Non è più possibile installare gli APK Android di terze parti. Amazon lo specifica nella pagina italiana del prodotto, dove indica che le app installabili dall’utente devono necessariamente provenire dall’Amazon Appstore. Per chi usa soltanto i principali servizi di streaming cambia poco. Per chi aveva trasformato la vecchia Fire TV in una piattaforma personalizzata, Vega rappresenta, invece, un arretramento in termini di libertà. In cambio Amazon offre un ambiente più uniforme da ottimizzare e gestire.
Sulla scheda tecnica non c’è un salto hardware spettacolare.

Il processore a bordo, un MediaTek MT8698E, integra quattro core Cortex-A55 fino a 1,7 GHz, affiancati da 8 GB di memoria interna, Wi-Fi 6 dual band e Bluetooth 5.3. Curiosamente la RAM scende a 1 GB, contro i 2 GB della Fire TV Stick 4K del 2023. È un buon promemoria del fatto che velocità e reattività non dipendono solo dalla potenza bruta. Vega OS e la nuova interfaccia sembrano una parte sostanziale di questa equazione.
Nell’uso quotidiano la sensazione è quella di un dispositivo più pronto.

Il passaggio tra le sezioni dell’interfaccia, l’apertura delle applicazioni e l’avvio dei contenuti hanno un’immediatezza che sulle Fire TV meno recenti a volte mancava. Certo non tutte le app rispondono allo stesso modo, perché contano anche la qualità della connessione, il servizio utilizzato e, con Vega, anche il modo in cui l’applicazione è stata realizzata. Il miglioramento complessivo, però, è percepibile e rende più piacevole la sequenza che si ripete con maggiore frequenza — Home, scelta dell’app, ricerca, Play — e che alla fine conta più di tanti benchmark.
Sul fronte video la Fire TV Stick 4K arriva fino a 2160p a 60 fotogrammi al secondo, gestisce HDR10, HDR10+ e HLG e supporta codec moderni come HEVC e AV1. Per Netflix, Prime Video, Disney+, YouTube e gran parte dello streaming 4K attuale la dotazione è più che sufficiente. La qualità dipende molto più dal televisore, dal bitrate del servizio e dalla connessione che dalla Stick stessa.
Manca il Dolby Vision, che la Fire TV Stick 4K del 2023 supportava. Il nuovo modello migliora praticità e reattività, ma arretra su un aspetto importante per chi possiede un televisore Dolby Vision e guarda contenuti compatibili. Sui televisori Samsung, come quello della nostra prova, l’assenza non pesa, perché il marchio non adotta il Dolby Vision e punta sull’HDR10+.
Per quanto riguarda l’audio, le specifiche tecniche indicano il passthrough HDMI di Dolby Digital, Dolby Digital Plus e Dolby Atmos, oltre a DTS e DTS-HD.
La terza promessa del titolo, quel “più smart”, passa naturalmente da Alexa+. In Italia l’assistente di nuova generazione è disponibile in Accesso Anticipato e la Fire TV Stick 4K lo include fin dalla configurazione iniziale. Per utilizzarlo servono un account Amazon personale italiano e la lingua impostata su italiano. Terminata la fase di Accesso Anticipato, Amazon prevede l’inclusione di Alexa+ nell’abbonamento Prime.

Davanti al televisore il punto interessante non è chiedere il meteo a un’intelligenza artificiale. È trovare qualcosa da vedere senza conoscere già il titolo. Alexa+ interpreta richieste in linguaggio naturale, tiene conto del contesto e mantiene il filo della conversazione. Possiamo, ad esempio, partire da “trovami un film giallo italiano recente”, restringere la ricerca con “qualcosa ambientato a Napoli” e poi chiedere un’alternativa senza ricominciare da zero.
Amazon sta inoltre collegando cataloghi, abbonamenti, cronologia e informazioni esterne come premi ed eventi, così da rispondere a domande più complesse. Per esempio, quali film premiati al Festival di Cannes possiamo guardare con i servizi a cui siamo abbonati, oppure in quale ordine vedere i film di Fantozzi. È qui che l’IA ha più senso rispetto alla Alexa “tradizionale”. Non sostituisce il telecomando, ma può ridurre la lunga navigazione tra copertine che spesso precede ogni scelta di un film.
Alexa+ è già una presenza concreta sulla nuova Stick, ma alcune delle funzioni più sofisticate annunciate per Fire TV sono ancora in distribuzione.
Il componente che tocchiamo continuamente è anche quello su cui Amazon ha lavorato con più buon senso.

Il nuovo telecomando Fire TV abbandona la perfetta simmetria.

La parte superiore è piatta, quella inferiore curva e leggermente appesantita, così capiamo subito da che verso lo stiamo impugnando. Anche i pulsanti non cercano più di assomigliarsi tutti.

Il tasto Home ha una superficie metallica riconoscibile al tatto, quello di accensione è incassato per ridurre le pressioni involontarie, il comando vocale si sposta in alto a destra e il pad direzionale è stato ridisegnato.
Sono interventi quasi banali finché non si usa un telecomando al buio. In quel momento riconoscere un comando con il pollice, senza abbassare gli occhi, diventa molto più utile di una nuova funzione nascosta in qualche menu.

Arriva inoltre il pulsante con la stella personalizzabile, finora riservato a telecomandi più costosi. Può essere configurato per aprire direttamente un’app preferita oppure richiamare rapidamente funzioni come sottotitoli e ingrandimento dello schermo. Restano i controlli per accensione, volume e mute dei dispositivi compatibili, così TV, soundbar e ricevitore si gestiscono senza cambiare telecomando.
È probabilmente l’aggiornamento che si apprezza più facilmente fin dal primo giorno, proprio perché non tenta di reinventare il modo di comandare la TV. Corregge semplicemente diversi piccoli difetti ergonomici emersi nel tempo. In un prodotto che vive con noi sul divano, spesso usato con poca luce e quasi sempre senza guardare i tasti, è una scelta più importante di quanto possa sembrare.
Con la fine della promozione di lancio a 35,99 euro, la nuova Fire TV Stick 4K è in vendita al prezzo di listino di 74,99 euro su Amazon. A questa cifra il rapporto qualità-prezzo è meno irresistibile di quanto fosse nei primi giorni.
È una scelta convincente per chi parte da una vecchia Fire TV, per chi vuole dare nuova vita alla piattaforma smart di un televisore poco reattivo e per chi cerca un dispositivo 4K semplice, compatto e veloce. Chi possiede una stick 4K del 2023 non ha invece un motivo urgente per cambiarla, soprattutto se utilizza Dolby Vision o ha applicazioni installate fuori dallo store ufficiale. Per tutti gli altri, questa nuova Stick riesce nell’obiettivo forse meno spettacolare ma più utile, rendere più semplice e immediato accendere la televisione e iniziare a guardare qualcosa.
Gennaro Annunziata

