De Laurentiis: «Ho detto no a una proposta di acquisto del Napoli»
SERIE A
22 ottobre 2026
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De Laurentiis: «Ho detto no a una proposta di acquisto del Napoli»

"Non vendo ma se dovessi farlo preferirei cedere la società a un napoletano"
metropolisweb

Una proposta da capogiro, ma non sufficiente per dire addio alla sua creatura. Aurelio De Laurentiis ha confermato ai microfoni di Radio Kiss Kiss di aver rispedito al mittente una maxi offerta da ben 2,2 miliardi di euro per la cessione della SSC Napoli.A farsi avanti è stato l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta, noto nel panorama sportivo all’ombra del Vesuvio per la presidenza della squadra di basket cittadina e rappresentante di una cordata sostenuta da diversi fondi d’investimento statunitensi.

Le modalità del pagamento e il nodo sulla governance

Nel corso del suo intervento radiofonico, De Laurentiis ha fatto chiarezza sulla struttura finanziaria del piano d’acquisto presentato dalla cordata americana. La proposta prevedeva un pagamento frazionato: una prima quota da versare immediatamente al momento della firma del contratto e la restante parte, numericamente più consistente, spalmata nell’arco di tre anni.A far saltare definitivamente la trattativa, tuttavia, non è stata soltanto la formula economica, bensì il progressivo ridimensionamento del ruolo operativo del patron azzurro. Il progetto del gruppo guidato da Matt Rizzetta prevedeva infatti una transizione gestionale che avrebbe visto il presidente uscente degradato nel tempo a semplice figura di rappresentanza.

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Tutela del brand e responsabilità verso la tifoseria

«A un certo punto, strada facendo, il mio ruolo si sarebbe ridotto sempre di più fino a rimanere soltanto presidente onorario», ha spiegato De Laurentiis durante l’intervista. Una prospettiva che il patron ha ritenuto inaccettabile dopo oltre due decenni alla guida del club azzurro.La motivazione del rifiuto risiede soprattutto nelle garanzie sul futuro della società: «Ho detto loro: cari signori, quali garanzie mi date che il lavoro di 22 anni non vada a ramengo? Io ho una responsabilità verso una città, verso una regione, verso un popolo che conta 83 milioni di supporters nel mondo occidentale».

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Scelta d’identità: «In futuro solo a un napoletano»

Nonostante le cifre d’impatto arrivate dagli Stati Uniti, la visione del presidente resta saldamente ancorata al legame con il territorio. La gestione del club richiede una conoscenza profonda delle dinamiche ambientali e culturali della città, elemento che De Laurentiis considera imprescindibile per chiunque voglia prendere le redini della società partenopea.«Per il momento ho deciso di non vendere», ha concluso Aurelio De Laurentiis. «Se dovessi farlo in futuro, preferirei comunque vendere a un napoletano piuttosto che a un americano. Ognuno conosce casa propria e sa esattamente quali sono le persone con le quali deve rapportarsi nella quotidianità».