Protesta a Castellammare, studenti in piazza contro il caro vita
LA MANIFESTAZIONE
22 ottobre 2026
LA MANIFESTAZIONE

Protesta a Castellammare, studenti in piazza contro il caro vita

Dopo le mobilitazioni degli autotrasportatori, anche il mondo studentesco scende in strada.
Vincenzo Lamberti

A Castellammare di Stabia la pressione economica che sta mettendo a dura prova famiglie e lavoratori valica i cancelli delle scuole e arriva direttamente nelle strade. È prevista per la giornata di oggi, giovedì 22 ottobre, un’ampia mobilitazione giovanile che vedrà protagonisti gli studenti di ben sette istituti di istruzione superiore della città, uniti in un’unica voce per protestare contro l’inflazione galoppante, il prezzo delle risorse energetiche e i costanti disagi che affliggono il trasporto pubblico locale.

 

La protesta è montata sul web ed è stata promossa attraverso un capillare tam-tam sui canali social e nei gruppi di comunicazione dei rappresentanti di classe. L’iniziativa si inserisce nel pieno di un contesto nazionale particolarmente critico, segnato dalle tensioni sul fronte dei carburanti e dalle ripercussioni dei blocchi nel settore dell’autotrasporto, fattori che stanno creando forti rallentamenti nella distribuzione delle merci e pesanti disagi nella quotidianità di tantissimi cittadini.

 

La risposta del mondo scolastico stabiese si preannuncia particolarmente compatta. Secondo le adesioni raccolte, alla manifestazione prenderanno parte le delegazioni del Liceo Francesco Severi, del Liceo Plinio Seniore, dell’ITI Renato Elia, dell’IIS Enzo Ferrari, dell’IIS Vitruvio, dell’ITS Sturzo e del Liceo Don Lorenzo Milani. Centinaia di ragazzi sono pronti a sfilare per fare blocco attorno a tre priorità ritenute non più rinviabili: il contrasto al carovita, il calo dei prezzi dei carburanti e la salvaguardia del diritto allo studio.

 

Per le giovani generazioni, infatti, il corteo di oggi non rappresenta soltanto una semplice risposta all’ondata di rincari, ma si configura come un’occasione fondamentale per rivendicare maggiore attenzione istituzionale verso un segmento della popolazione che rischia di pagare il prezzo più alto di questa crisi economica.