Al Teatro C.A.T. in scena “Coppia aperta quasi spalancata”
SPETTACOLO
23 Ottobre 2026
SPETTACOLO

Al Teatro C.A.T. in scena “Coppia aperta quasi spalancata”

Una commedia di Dario Fo e Franca Rame che mette a nudo gelosia, possesso e libertà nelle relazioni
Rita Inflorato

Ridono, si provocano e si mettono a nudo, mostrando quanto possa essere fragile l’equilibrio di una relazione. Coppia aperta quasi spalancata, la celebre commedia di Dario Fo e Franca Rame, arriva al Teatro C.A.T. di Castellammare di Stabia con Marcella Celoro, Agostino Di Somma e Francesco Vollono, con la regia di Marcella Celoro. Gli appuntamenti sono fissati per il 24 ottobre, il 7 e il 14 novembre alle ore 20.30, e per il 25 ottobre, l’8 e il 15 novembre alle ore 19.00, nella sede di via dei Mugnai 34.

Una coppia aperta, tra libertà e contraddizioni

La storia prende forma da una proposta che, almeno in apparenza, sembra voler liberare l’amore da ogni vincolo: sperimentare la cosiddetta coppia aperta. A volerla è soprattutto il marito, convinto di poter rivendicare la propria libertà sentimentale e sessuale e di persuadere la moglie che la gelosia sia un sentimento ormai superato, quasi ridicolo. Tutto sembra funzionare finché anche lei non decide di esercitare la stessa libertà. È allora che le certezze del marito crollano lasciando emergere contraddizioni difficili da nascondere.

Fo e Rame costruiscono una commedia capace di smascherare con leggerezza le ipocrisie che si annidano nei rapporti sentimentali. Dietro il paradosso si nascondono questioni più profonde, legate al possesso, alla libertà individuale e ai rapporti di potere tra uomo e donna.

La regia: ridere senza dimenticare il dolore

«Abbiamo cercato innanzitutto di non perdere mai di vista l’umanità dei personaggi», spiega Marcella Celoro. L’intenzione è evitare rappresentazioni stereotipate, senza ridurre il marito a una semplice caricatura dell’uomo maschilista né la moglie a una vittima priva di sfumature. «La comicità di Fo e Rame nasce spesso da situazioni che, se osservate da un altro punto di vista, hanno qualcosa di profondamente doloroso», racconta la regista.

Per questo il lavoro su ritmi, cambiamenti emotivi e contraddizioni dei protagonisti diventa essenziale. Lasciare che siano le situazioni a parlare, senza forzare la battuta, affinché il pubblico possa ridere spontaneamente e poi riconoscere, dietro quella risata, una verità scomoda.


Quarant’anni dopo, le stesse domande sull’amore

Sono passati più di quarant’anni dalla sua scrittura, eppure gelosia, paura di perdere la persona amata e difficoltà nel riconoscere al partner gli stessi diritti che rivendichiamo per noi continuano ad attraversare le relazioni contemporanee.

«Ci piacerebbe che gli spettatori uscissero dal teatro dopo aver riso molto, ma anche con qualche piccolo dubbio in più», racconta Agostino Di Somma. L’obiettivo è lasciare che siano le contraddizioni dei protagonisti a interrogare chi guarda. «La domanda più importante è: siamo davvero capaci di riconoscere all’altra persona la stessa libertà che pretendiamo per noi stessi?», sottolinea la regista.

Una questione che supera i confini della finzione e investe direttamente la vita quotidiana, ricordando quanto sia difficile costruire un rapporto fondato sulla reciprocità, nel quale nessuno debba rinunciare a sé stesso.

Il centenario di Dario Fo al Teatro C.A.T.

L’appuntamento assume un significato particolare nell’anno del centenario della nascita di Dario Fo. Il Teatro C.A.T. partecipa alle celebrazioni con il progetto Dario Fo: segni, parole e visioni. La mostra multimediale, realizzata anche grazie alla collaborazione con gli indirizzi Industria e artigianato per il Made in Italy e Sistema moda dell’Istituto Ferrari di Castellammare di Stabia, intende restituire la complessità di un artista capace di concepire il teatro anche mediante le immagini. Un percorso che valorizza inoltre il ruolo fondamentale di Franca Rame, autrice, interprete e compagna di un’avventura artistica che ha segnato la storia del teatro italiano.

Andare a vedere Coppia aperta quasi spalancata significa concedersi una serata di divertimento intelligente, lasciandosi coinvolgere da un testo che sa essere leggero e scomodo allo stesso tempo. Perché il teatro di Fo e Rame mette lo spettatore davanti a uno specchio, lasciandogli il tempo di riconoscersi anche nelle verità che preferirebbe evitare. Quando il sipario si chiude, la domanda resta: vogliamo davvero un amore libero oppure soltanto la libertà di stabilirne le regole?