Commercio, a Ercolano negozi in crisi: appello dell’ex sindaco per fermare la desertificazione del territorio
Ercolano. «La progressiva desertificazione commerciale del centro cittadino rischia di affossare l’economia locale»: a lanciare l’allarme è l’ex sindaco Ciro Iengo, pronto a chiedere all’amministrazione comunale targata Antonietta Garzia un piano straordinario per il rilancio del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura, delle attività produttive e del turismo.
Particolarmente critica la situazione di Corso Resina, lungo l’asse di collegamento tra gli Scavi di Ercolano alla Reggia di Portici: qui su circa 100 locali commerciali, 70 avrebbero abbassato le saracinesche.
Un dato preoccupante, capace di evidenziare le difficoltà delle attività economiche locali e le ricadute sulle prospettive occupazionali. «Non possiamo assistere passivamente alla chiusura delle attività commerciali e all’impoverimento del nostro tessuto produttivo. Ercolano possiede un patrimonio archeologico, storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico straordinario, ma questo potenziale deve tradursi in opportunità concrete per le imprese, i lavoratori e soprattutto i giovani – sottolinea Ciro Iengo -. È necessario passare dalle parole ai fatti. Per questo ho preso parte ad incontri per il Distretto Urbano Commercio, offrendo un contributo operativo nella speranza di un rilancio del tessuto economico locale».
Di qui, la richiesta al sindaco e al consiglio comunale di avviare – insieme agli organismi competenti della Regione Campania – un confronto urgente per istituire un Tavolo Tecnico permanente per il rilancio economico e produttivo della città.
La proposta prevede il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e degli operatori economici, con cinque priorità: sostegno all’agricoltura e all’agroalimentare locale; recupero dei locali sfitti e contrasto alla desertificazione commerciale; tutela dell’artigianato e delle botteghe tradizionali; accesso al credito, semplificazione amministrativa e attrazione di investimenti; valorizzazione del turismo, della cultura e dell’ospitalità.
L’obiettivo è mettere in rete le eccellenze del territorio, favorendo nuove aperture commerciali, occupazione e investimenti. «Agricoltura, commercio, artigianato, cultura e turismo non possono procedere separatamente – conclude l’ex sindaco -. Devono diventare parti di un unico progetto di sviluppo, sostenuto da una programmazione seria, obiettivi chiari e tempi certi».
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