Nuovo svincolo sull’A3 a Torre del Greco, l’acquisto della Pineta accende il dibattito sulle spese del Comune
Torre del Greco. L’acquisizione ufficiale del complesso “La Pineta” da parte del Comune segna un passaggio fondamentale della procedura per la realizzazione del nuovo svincolo autostradale sull’A3 – in località Santa Maria la Bruna – ma riaccende il dibattito politico su costi (e sprechi) dell’ente di palazzo Baronale.
L’operazione condotta dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella – finalizzata a sbloccare l’uscita in direzione Salerno all’altezza di via Giovanni XXIII anche per ragioni legate alla protezione civile e al rischio Vesuvio – finisce, infatti, sotto la lente d’ingrandimento dalla lista civica Insieme per la città, coordinata da Alfonso Ascione e rappresentata in consiglio comunale da Salvatore Vito.
I promotori del movimento premettono di essere pienamente favorevoli alla realizzazione di un nuovo svincolo sull’A3, ma pretendono assoluta chiarezza sulle modalità finanziarie e sulle ricadute ambientali dell’intervento.
Al centro delle contestazioni c’è l’esborso di circa 600.000 euro sostenuto dal bilancio comunale per l’acquisto dell’area.
Secondo i rappresentanti civici, l’amministrazione comunale deve spiegare chiaramente le ragioni per cui il costo sia ricaduto sulle casse dell’ente di palazzo Baronale, tenuto conto che nel 2024 il nuovo svincolo di Santa Maria la Bruna e il collegamento stradale di via del Monte erano stati inseriti tra le opere di miglioramento e compensazione connesse agli interventi autostradali.
Di fronte a questo quadro, Alfonso Ascione e Salvatore Vito chiedono di rendere pubblici i contenuti dei nuovi accordi e di chiarire se sia stato valutato un eventuale contributo economico da parte della società concessionaria.
A fare discutere è anche il dato emerso dalla relazione finanziaria 2025 di Autostrade Meridionali, che riporta una plusvalenza prevista di circa 200.000 euro legata proprio alla vendita del terreno. Pur non costituendo di per sé la prova di un prezzo eccessivo, la cifra rende indispensabile conoscere i criteri di valutazione adottati dal Comune e verificare l’esistenza di una perizia indipendente che attesti la congruità della somma spesa.
La lista civica – una delle colonne portanti della nascente Unione delle Forze Civiche – sollecita, quindi, la pubblicazione della delibera di acquisto, della perizia estimativa e del quadro economico generale, chiedendo la precisa definizione degli obblighi finanziari previsti tra Comune, concessionaria e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre all’indicazione dei costi complessivi comprensivi di progettazione, lavori e manutenzione.
Sul piano operativo e della vivibilità, la richiesta riguarda l’adozione di interventi per adeguare la viabilità esistente e contenere traffico ed emissioni inquinanti, chiarendo i tempi di cantiere e confermando se l’opera sia già integrata nel Piano nazionale di Protezione Civile per il rischio vulcanico.
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