Torre del Greco, altro svincolo dell’autostrada in periferia: «Persi otto anni dalla mia proposta»
Torre del Greco. «La politica locale ha perso otto anni preziosi». L’affondo arriva senza giri di parole da Carlo Riccio – responsabile provinciale per l’urbanistica della Lega – e riguarda il futuro svincolo autostradale di Santa Maria la Bruna.
Mentre l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella celebra l’acquisto formale dell’area dell’ex pinetina per sbloccare finalmente l’uscita in direzione Salerno all’altezza di via Giovanni XXIII, il geometra-politico rivendica la primogenitura dell’intuizione progettuale, puntando il dito contro le lungaggini burocratiche e amministrative che hanno rallentato un’opera ritenuta cruciale non solo per la viabilità della periferia, ma anche per l’efficacia del piano di protezione civile contro il rischio Vesuvio.
«Lo svincolo sull’A3 all’altezza dell’ex Pineta sarà una boccata d’ossigeno per la viabilità della periferia – premette il riferimento locale del senatore Gianluca Cantalamessa, ripercorrendo con meticolosità le tappe fondamentali di una vicenda che parte da lontano -. Ero convinto di questa soluzione nel 2018, quando avviai i primi contatti con la società che gestisce la Napoli-Salerno. Sono soddisfatto di questo primo passo, ma la politica locale ha perso otto anni dalla mia proposta».
Un’analisi tecnica approfondita che evidenzia il legame indissolubile con le criticità strutturali del territorio cittadino. Per il tecnico con la passione per la politica, la nuova infrastruttura rappresenta la risposta inderogabile a un’emergenza viaria che nel corso degli anni ha penalizzato pesantemente il tessuto economico locale, causando la perdita di importanti flussi logistici e commerciali nella zona periferica e mortificando le potenzialità di sviluppo dell’intera area cittadina.
«Oggi ricopro il ruolo di delegato provinciale all’urbanistica della Lega e, come si dice, le cose non succedono mai per caso: mi sono sempre interessato di urbanistica e presi a cuore il caso dello svincolo perché la mancanza di adeguati collegamenti con la periferia rischiava di fare perdere, così come poi è accaduto negli anni successivi, centinaia di bisarche che all’epoca parcheggiavano a viale Europa – conclude Carlo Riccio -. Con la mia lungimiranza da tecnico e da politico legato al territorio, aprii un canale privilegiato per il Comune. Ma poi, inspiegabilmente, sono stati persi 8 anni».
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