Plesso Celentano a Pompei, scoppia la protesta: «Classi pollaio»
Aule tagliate in due con pareti provvisorie, continui spostamenti di alunni e il servizio mensa al palo: l’avvio dell’anno scolastico al plesso Celentano di Pompei si trasforma in un caso politico dopo la dura protesta delle famiglie. Stamattina, la mobilitazione spontanea delle mamme davanti ai cancelli dell’istituto ha riacceso i riflettori sulle criticità strutturali e sulla gestione degli spazi didattici.
Il dibattito politico
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il consigliere comunale del Partito Democratico, Vincenzo Mazzetti, che ha depositato un atto di accusa formale contro la mancanza di programmazione della maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Tortora, chiedendo un tavolo di confronto urgente con la dirigenza scolastica e i rappresentanti dei genitori. Al centro della contestazione c’è la gestione logistica post-cantieri, in particolare la decisione di frazionare un’unica aula esistente mediante una parete in cartongesso per ricavare due ambienti separati. Un intervento tampone che ha suscitato l’immediata reazione dei genitori, sfociata in una diffida legale.
Il consigliere Mazzetti
«Dividere un’aula con una parete non significa risolvere il problema degli spazi. – incalza Mazzetti – Secondo quanto segnalato dalle famiglie, quella sistemazione è stata successivamente modificata dopo una diffida presentata per conto dei genitori. Una sequenza che restituisce il quadro di una gestione affannosa, fatta di soluzioni provvisorie e interventi rincorsi sotto la pressione delle proteste. La maggioranza deve spiegare come sia stato preparato l’avvio dell’anno scolastico e perché difficoltà prevedibili siano diventate un’emergenza quotidiana». Il consigliere del PD richiama i precedenti amministrativi per dimostrare come il sovraffollamento potesse essere governato con strumenti diversi e maggiore lungimiranza istituzionale.
Il precedente
«Anche in passato abbiamo dovuto affrontare l’elevato numero di alunni del Celentano. Lavorando per tempo, con lungimiranza e confronto istituzionale, riuscimmo a trasferire due classi nei locali dell’istituto Matteo della Corte. Una scelta concreta per garantire dignità e decoro ai bambini e condizioni adeguate ai docenti e al personale scolastico. Perché la serenità della scuola riguarda anche chi, ogni giorno, vi lavora». L’esponente dem parla poi dell’esecutivo locale: «Quest’anno vediamo invece una maggioranza che sembra amministrare alla giornata. La disponibilità degli spazi deve essere garantita a tutti gli alunni, ogni giorno: non può dipendere da qualche assenza che lasci libero un banco. Servono programmazione, ambienti adeguati e rispetto per le esigenze delle famiglie».
La refezione
Oltre al nodo delle cosiddette aule-pollaio, il documento ispettivo si concentra sui forti ritardi legati al tempo pieno e alla refezione scolastica, i cui rinvii gravano sull’organizzazione dei genitori lavoratori. «L’avvio della mensa è stato annunciato per il 28 ottobre, dopo settimane di attesa. – osserva Mazzetti – Il Comune chiarisca quali spazi saranno utilizzati e come sarà assicurato il regolare svolgimento del servizio. Una data annunciata deve corrispondere a un’organizzazione pronta e adeguata. Ogni ritardo ricade sulla vita dei bambini e sull’organizzazione delle famiglie, soprattutto di chi lavora».

