Torre del Greco, rivolta contro strisce blu e semafori. E lo scagnozzo-social del sindaco invoca la lava del Vesuvio
Torre del Greco. C’è un limite oltre cui la strenua difesa d’ufficio della politica scade nel ridicolo e, peggio ancora, nell’insulto incontrollato. A Torre del Greco il clima è infuocato: dopo le proteste scatenate dall’aumento delle strisce blu e i disastri legati all’accensione dei nuovi semafori – un ritorno capace di paralizzare la viabilità cittadina – il malumore serpeggia tra i cittadini e in rete.
Ma a gettare ulteriore benzina sul fuoco del malcontento non sono state le lunghe code in strada, bensì le deliranti esternazioni di chi gravita attorno all’amministrazione comunale. Nelle ultime ore, un noto «scagnozzo-social» schierato a difesa del sindaco Luigi Mennella si è reso protagonista di un post su Facebook capace di scatenare rabbia e indignazione.
Il testo – scritto a caratteri cubitali e privo di qualsiasi grammatica istituzionale o civile – invoca esplicitamente «la lava incandescente del Vesuvio» come strumento di estinzione dei «torresi».
Un’invettiva dai toni inaccettabili che qualifica il «civilissimo» autore e che racconta anche il totale nervosismo che aleggia tra i sostenitori della giunta di fronte alle proteste popolari.
Dai rincari delle strisce blu al pasticcio dei semafori di via Veneto e via Cavallo, la risposta all’esasperazione è l’augurio di una catastrofe vulcanica.
D’altronde, l’autore del post è un noto tifoso juventino e l’invocazione della lava incandescente per “ripulire” la città appare – almeno quella – in perfetta e coerente continuità con il celebre coro da stadio «Vesuvio lavali col fuoco», intonato per decenni nelle curve di mezza Italia.
La differenza, tutt’altro che trascurabile, è che stavolta a cantare lo spot discriminatorio non è un ultrà avversario in trasferta, ma un torrese che pretende di dare lezioni di “civiltà” ai propri concittadini mentre ne auspica l’estinzione.
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