Assegni di cura per i bimbi autistici: esplode la protesta
SANITA'
27 ottobre 2026
SANITA'

Assegni di cura per i bimbi autistici: esplode la protesta

La protesta dell'associazione nazionale genitori persone con autismo dell'area stabiese
Vincenzo Lamberti

Castellammare. Un grido d’allarme che nasce dalla disperazione quotidiana e che chiede a gran voce giustizia sociale, sanitaria e morale. È quello lanciato dall’associazione ANGSA Vesuvio (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo) per voce del suo presidente, Peppe Giovedì, padre di un ragazzo affetto da autismo severo. Al centro della contestazione c’è la gestione degli Assegni di Cura nell’Ambito Socio-Sanitario N. 27, dove i fondi regionali erogati  dal ministero rischiano di non coprire la platea di tutti gli aventi diritto e i criteri di selezione applicati stanno creando una profonda frattura tra le famiglie vulnerabili.

La critica al criterio dell’ISEE: «Così si penalizzano le famiglie che fanno sacrifici»

La principale criticità evidenziata dai genitori riguarda l’uso dell’ISEE come unico o prevalente criterio discriminante all’interno della categoria dei soggetti a “disabilità gravissima” (definiti ai sensi della diagnosi DSM-5 e delle certificazioni ASL).Secondo l’associazione, affidarsi esclusivamente all’indicatore reddituale significa appiattire e ignorare le reali ed enormi differenze di bisogno sanitario e assistenziale.«Non percepisce il beneficio dell’assegno di cura chi – spiega Peppe Giovedì – ha  prescrizione ASL per molte ore mensili di terapia tra riabilitazione e supporto familiare, chi tra i gravissimi è più grave e non viene presa in  considerazione il  carico assistenziale e la presa in carica sanitaria  a cui si aggiunge la beffa della compartecipazione economica delle nostre famiglia per l’assistenza domiciliare, che risulta nei fatti non adeguata alla disabilità, a noi non servono oss ma educatori. Mettere  sullo stesso piano economico un quadro di questo tipo con situazioni cliniche nettamente meno complesse, usando solo l’ISEE per stilare una graduatoria ed escludere chi lavora e fa sacrifici onestamente, è un’ingiustizia inaccettabile.»

 

Le famiglie denunciano il rischio che un sistema basato unicamente sui parametri patrimoniali finisca per premiare chi percepisce già altri sussidi, penalizzando invece i nuclei familiari che, pur avendo redditi medi da lavoro, sostengono costi proibitivi per garantire cure, terapie private e assistenza continua ai propri figli. L’indice isee serve per includere non per escludere.In questi giorni l’assessore Mormiroli (in foto) si è preso carico di questa problema che attanaglia tutti gli ambiti, garantendo un continuo confronto con un tavolo aperto con cadenza mensile.

 

Nel frattempo i genitori avevano fatto negli anni precedenti delle proposte tecniche all’Ambito N. 27 e alla Regione CampaniaPremesso che le risorse stanziate per l’assegno di cura (pari a 1.200 euro al mese per 12 mesi) potrebbero rivelarsi insufficienti per coprire l’intera platea dei richiedenti “gravissimi”, l’ANGSA Vesuvio ha formalizzato una serie di proposte d’indirizzo rivolte negli anni passati agli assessorati di competenza e ai dirigenti territoriali:

Indicatore Sanitario di Priorità: Riconoscere un valore determinante alle prescrizioni del piano riabilitativo ASL e al carico assistenziale effettivo (numero di ore di terapia, gravità comportamentale, supporto domiciliare necessario), per individuare una priorità clinica all’interno della platea dei gravissimi.

«Chiediamo visite anche di altri neuropsichiatri di altri ambiti per avere trasparenza» spiegano.Distribuzione Temporale dei Fondi (Subordine A): Garantire l’assegnazione dell’assegno di 1.200 euro/mese a tutti gli aventi diritto “gravissimi”, riducendo il numero di mesi coperti fino a esaurimento del capitolo di spesa.Riparto Proporzionale (Subordine B): Suddividere l’intero monte fondi disponibile per il totale dei richiedenti idonei, ricalcolando la quota mensile su base 12 mesi affinché nessuna famiglia resti del tutto esclusa dal sostegno.Richiesto, anche, un incontro ad horas con gli ambiti con la super visione della Regione.Oltre alla gestione locale degli uffici del piano d’ambito di Castellammare di Stabia, l’associazione ha formalmente trasmesso una richiesta di incontro urgente (ad horas) alla Giunta Regionale della Campania.

 

La preoccupazione riguarda la tenuta complessiva delle politiche di sostegno e la continuità dei fondi destinati all’assistenza specialistica, al supporto scolastico e ai servizi domiciliari.«Accogliamo con favore le recenti dichiarazioni del Presidente Roberto Fico e la disponibilità più volte manifestata dall’Assesore Mormiroli, che ha posto le politiche sociali al centro dell’agenda di governo», si legge nella nota dell’associazione.

 

«Proprio per questo riteniamo non più rinviabile un tavolo locale istituzionale. Non si può consentire che circa 40 famiglie del nostro territorio restino schiacciate da burocrazia e graduatorie ingiuste, col timore persino di far valere i propri diritti. Se non otterremo risposte concrete per tutelare la gravità sanitaria e la dignità dei nostri ragazzi, siamo pronti a portare la questione presso tutte le sedi opportune, compresa la Procura della Repubblica.»