Torre Annunziata: scioglimenti per camorra, la politica si confronta
Prevenire le infiltrazioni mafiose, rafforzare i controlli e tutelare le amministrazioni locali. A Torre Annunziata entra nel vivo il confronto sulla legge che disciplina gli scioglimenti dei Comuni per camorra. Al centro del dibattito, le proposte di modifica della normativa, le responsabilità dei partiti e le tensioni in sala.
L’occasione è stata il convegno «Sciogliere non basta», organizzato dall’associazione forense Foro XXI, moderato dall’avvocato Michele Riggi. Dopo i saluti istituzionali, durante i quali ha preso parola anche il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, l’evento è proseguito con gli interventi tecnici degli avvocati Gennaro Ausiello, Lorenzo Lentini e del dott. Nicola Russo, prima di cedere la parola ai parlamentari presenti: il deputato di Fratelli d’Italia Marco Cerreto, il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca e la senatrice del Partito democratico Valeria Valente,
Torre Annunziata, le proposte dei parlamentari sulla legge per gli scioglimenti
La senatrice del Pd Valeria Valente ha difeso lo scioglimento per infiltrazioni mafiose come strumento straordinario da preservare, sottolineando però la necessità di aggiornare una normativa risalente al 1991. Valente ha quindi indicato come priorità il supporto delle prefetture alle amministrazioni più esposte, per prevenire i condizionamenti mafiosi prima di arrivare allo scioglimento. Ha inoltre ribadito che il provvedimento serve a tutelare l’ente, non a punire i singoli amministratori, le cui eventuali responsabilità penali devono essere accertate dai giudici.
La deputata di Forza Italia Annarita Patriarca ha chiesto correttivi alla normativa, strumenti di soccorso amministrativo e maggiori garanzie per i sindaci, soprattutto nei Comuni colpiti da ripetuti scioglimenti. Il deputato di Fratelli d’Italia Marco Cerreto ha invece sollecitato una revisione dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, distinguendo i casi che richiedono lo scioglimento da quelli affrontabili con interventi mirati. Ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare le commissioni straordinarie, tutelare le comunità coinvolte e rendere duraturi i risultati del risanamento.
Il confronto ha assunto toni più accesi durante l’intervento del senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, che ha chiamato in causa le responsabilità della politica. «Se Torre Annunziata ha subito tre scioglimenti, la classe politica ha responsabilità precise. È mancata la vigilanza». Il parlamentare ha quindi criticato le liste civiche, soffermandosi sul rischio di infiltrazioni attraverso candidature vicine ad ambienti criminali. Le dichiarazioni hanno provocato la reazione di una parte della platea, dando vita a un acceso alterco verbale con Luciano Donadio, candidato alle scorse elezioni comunali in una lista civica a sostegno di Carmine Alfano. Il confronto, caratterizzato da toni duri, è successivamente rientrato.
Il convegno ha così riportato al centro del dibattito la necessità di aggiornare gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose, rafforzando la prevenzione e le garanzie amministrative. Sullo sfondo resta la questione dei ripetuti scioglimenti di Torre Annunziata e delle condizioni necessarie per evitare che, dopo il ritorno alle urne, si ripresentino gli stessi condizionamenti criminali.

