Stoppati prima del derby con il Savoia: la protesta degli ultras del Sorrento finisce al casello
IL DERBY
28 ottobre 2026
IL DERBY

Stoppati prima del derby con il Savoia: la protesta degli ultras del Sorrento finisce al casello

Niente derby al Giraud per il gruppo di tifosi: fermati a Castellammare, rinunciano alla protesta a Torre Annunziata ed espongono il drappo in penisola.
Marco Cirillo

Il programma della vigilia è stato interrotto all’altezza del casello autostradale di Castellammare di Stabia, dove un contingente della Digos ha bloccato il convoglio di veicoli con a bordo gli ultras del Sorrento. La delegazione, secondo quanto emerso, aveva pianificato lo spostamento verso Torre Annunziata in occasione della partita di Coppa Italia tra il Savoia e la formazione rossonera, disputata allo stadio Giraud. L’intenzione dichiarata dei sostenitori non prevedeva l’ingresso nell’impianto sportivo – precluso dal divieto di vendita dei tagliandi imposto ai residenti nel Comune della penisola sorrentina – bensì l’esposizione di uno striscione di contestazione. Di fronte alla prospettiva di sanzioni amministrative e provvedimenti di interdizione, tra cui il Daspo, il gruppo ha interrotto la marcia effettuando un immediato dietrofront.

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I divieti 
La misura restrittiva sui biglietti, adottata per ragioni di ordine pubblico in vista del derby campano, aveva già determinato la decisione della tifoseria organizzata di disertare la trasferta dagli spalti. Tale limitazione aveva interessato direttamente i residenti nel comune di Sorrento, alimentando le tensioni all’interno della componente ultras, la cui composizione include anche elementi provenienti dai comuni limitrofi della penisola. La scelta di raggiungere comunque l’area urbana di Torre Annunziata rispondeva alla volontà di manifestare il dissenso nei confronti delle restrizioni imposte dalle autorità competenti.

L’epilogo
A seguito dell’alt imposto dalle forze dell’ordine e della notifica informale dei rischi connessi al proseguimento del tragitto, i sostenitori rossoneri hanno fatto rientro nel territorio di origine. L’iniziativa di protesta, originariamente concepita come azione esterna in territorio avverso, è stata conseguentemente rimodulata all’interno dei confini comunali di Sorrento, dove il drappo contestativo è stato esposto in forma autonoma. L’episodio si inserisce nel quadro delle misure di controllo adottate per la gestione delle tifoserie giudicate a rischio, confermando la rigida applicazione dei protocolli di prevenzione lungo le arterie di collegamento.