Blitz della finanza a Torre del Greco: bufera sulla casta dei gettoni
Il segretario generale Giulia Di Matteo e Gaetano Frulio
GLI SPRECHI DELLA POLITICA
3 novembre 2026
GLI SPRECHI DELLA POLITICA

Blitz della finanza a Torre del Greco: bufera sulla casta dei gettoni

Fari degli investigatori sul «funzionamento» degli organismi consiliari. Intanto, i politici restano senza pagamenti da sei mesi
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Ennesima bufera giudiziaria su palazzo Baronale, dove la guardia di finanza è piombata – dietro delega della procura di Torre Annunziata – intorno alle 10 per acquisire una serie di atti relativi al funzionamento delle commissioni consiliari.

Le fiamme gialle – arrivate in borghese, a bordo di un’auto civetta – sono rimaste per circa due ore in municipio, il tempo necessario all’acquisizione di un lungo elenco di verbali degli organismi politici con particolare riferimento allo scorso mese di marzo.

Il litigio sulle firme

Un mese, verosimilmente, non scelto a caso dagli investigatori. Perché proprio alla vigilia dell’ultima primavera – come largamente documentato da Metropolis Quotidiano – all’interno delle «stanze dei gettoni» del municipio si registrò una furiosa lite su alcune firme «cancellate» dai verbali, con sedute conseguentemente saltate e rimborsi a rischio per i politici-lavoratori.

In quell’occasione, Luigi Mele – presidente della commissione trasparenza – entrò in rotta di collisione con il grillino Mirko Gallo, minacciando di portare gli atti ai carabinieri.

Una minaccia caduta nel vuoto, ma – evidentemente – il «richiamo» della vicenda non sfuggì ai magistrati del palazzo di giustizia di Torre Annunziata, già da tempo «attenzionati» sulle disinvolte riunioni delle commissioni consiliari da una serie di segnalazioni dell’ex segretario generale Domenico Gelormini.

Così, a sei mesi di distanza, gli investigatori sono piombati in municipio per (provare a) fare piena luce sul caso.

I pagamenti «congelati»

Il blitz della guardia di finanza, peraltro, arriva in un momento particolarmente «caldo» per la casta di palazzo Baronale rimasta negli ultimi sei mesi (arbitrariamente) senza liquidazione dei gettoni di presenza.

Con il passaggio di testimone tra Domenico Gelormini e la nuova segretaria generale Giulia Di Matteo – alla prima esperienza in un Comune di una grande città, evidentemente all’oscuro del regolamento del consiglio comunale di Torre del Greco – gli animi si sono inaspriti e i pagamenti (ulteriormente) ritardati, con conseguenti malumori degli esponenti di maggioranza e opposizione anche nei confronti del capo dell’assise Gaetano Frulio (l’unico a portare a casa l’indennità da 3.700 euro lordi destinata al presidente del consiglio comunale).

E proprio in contemporanea con la «visita» dei baschi verdi, il nuovo funzionario capo di palazzo Baronale ha inviato via pec una nota ai cinque presidenti degli organismi consiliari (Felice Gaglione, Salvatore Romano, Iolanda Mennella, Valentina Ascione e Luigi Mele) per bollare come non valide le riunioni già convocate fino al 6 novembre per ordini del giorno non conformi.

Insomma, tra inchieste e mancati pagamenti, tira aria di bufera per la casta della quarta città della Campania.

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