Case popolari, Forza Italia contro l’ipotesi di nuovi prelievi: «Manfredi esca dal silenzio»
POLITICA
4 Novembre 2026
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Case popolari, Forza Italia contro l’ipotesi di nuovi prelievi: «Manfredi esca dal silenzio»

L'affondo di Iris Savastiano e Gennaro Demetrio Paipais che contestano la soluzione e chiamano in causa il sindaco di Napoli

La maggioranza si divide sulle tasse alla proprietà immobiliare e Forza Italia chiede a Manfredi di scegliere. Dopo il voto saltato sulla mozione di Rosario Andreozzi, che propone maggiori entrate dagli immobili di pregio per finanziare le case popolari, i consiglieri comunali Iris Savastano e Gennaro Demetrio Paipais contestano la soluzione e chiamano in causa il sindaco. «Siamo contrari a una patrimoniale sulla casa. Manfredi dica se condivide la proposta di Andreozzi: i napoletani devono sapere se la sua maggioranza sostiene nuovi prelievi sugli immobili per finanziare quella manutenzione delle case popolari che non è riuscita a garantire».

Il mancato numero legale ha impedito all’Aula di pronunciarsi. Per i due esponenti azzurri, però, la questione resta politica: la coalizione che amministra Napoli deve chiarire se intende sostenere un aumento del prelievo immobiliare e su quali contribuenti vorrebbe farlo ricadere. Andreozzi punta a ottenere la revisione degli accatastamenti delle abitazioni di pregio oggi classificate come ordinarie, un contributo sui patrimoni non locati e modifiche nazionali che consentano maggiorazioni Imu oltre i limiti attuali. Il gettito aggiuntivo sarebbe vincolato al recupero degli alloggi pubblici.

La previsione di passare da 12 a 40 milioni di euro è una stima del consigliere. Savastano e Paipais chiedono invece di partire dalla gestione del patrimonio comunale e dalle responsabilità sulla manutenzione. «La sinistra denuncia il degrado degli alloggi pubblici, ma dimentica di essere alla guida della città. Prima di chiedere nuovi sacrifici ai contribuenti, renda conto delle proprie responsabilità», affermano. La necessità di recuperare le case popolari, sostengono, non può giustificare automaticamente nuove richieste ai proprietari. «Chi vive nelle case popolari ha diritto a manutenzione, sicurezza e dignità. L’amministrazione non può chiedere ai proprietari di casa di pagare il conto della cattiva gestione del patrimonio comunale»

.Gli azzurri distinguono il controllo degli accatastamenti e il recupero delle imposte dovute dalla scelta di aumentare il carico fiscale. Contestano soprattutto l’equivalenza tra proprietà in una zona di pregio e disponibilità economica: una casa può essere stata ereditata o acquistata con i risparmi di una vita senza assicurare un reddito elevato.«Gli accatastamenti devono rispecchiare le caratteristiche degli immobili: non basta un indirizzo a trasformare un’abitazione in una casa di lusso», osservano, chiedendo che la discussione resti sulle proposte, senza riferimenti personali agli avversari politici.

L’ultima richiesta è rivolta ancora a Manfredi: «La maggioranza ha fatto mancare il numero legale proprio quando doveva pronunciarsi. Ma non può proporre nuove tasse e poi evitare di assumersene la responsabilità. Manfredi dica se sostiene questa proposta».