Torre del Greco, smantellato droga shop a gestione familiare: coppia di conviventi ai domiciliari
Torre del Greco. La «soffiata» è arrivata in una fredda sera autunnale, sussurrata con il tono basso e urgente di chi non ammette repliche da una «gola amica» della giustizia.
Un nome, una via e una certezza granitica: in un piccolo stabile a tre piani di viale Castelluccio – incastonato come tra la centralissima via Diego Colamarino e monsignor Felice Romano – l’andirivieni di noti consumatori di stupefacenti era diventato così fitto da non passare inosservato.
Gli investigatori del commissariato di via Sedivola non hanno perso tempo. Hanno raccolto gli indizi, unito i puntini e teso la ragnatela perfetta per incastrare i pusher fai-da-te.
Il blitz è scattato intorno alle 22: un orario insolito, ma «ideale» per chiudere il cerchio delle indagini. Gli investigatori in borghese si sono mimetizzati tra i portoni e i muri perimetrali, piantati a pochi metri dallo stabile cerchiato in rosso sulla mappa dello spaccio.
Un po’ di attesa, poi il tassello mancante per chiudere il puzzle: l’arrivo di un potenziale cliente, il passo svelto di chi sa esattamente dove bussare per comprare la sua dose. È bastato quell’attimo per azionare la trappola. I poliziotti sono scattati come una molla, piombando all’interno dell’appartamento situato al secondo piano dell’edificio.
All’interno dell’abitazione, c’erano due conviventi, braccati nel bel mezzo di una oliata centrale dello spaccio a conduzione rigorosamente familiare. La perquisizione immediata – condotta palmo a palmo tra i mobili della casa – ha confermato ogni singola parola della soffiata confidenziale.
Nascosti in punti strategici dell’abitazione sono saltati fuori 11 grammi di cocaina e 6 grammi di hashish, pronti per essere tagliati, pesati e smistati alla clientela. Accanto alla polvere bianca e alle stecchette, un tesoretto di 1.500 euro in contanti, banconote di piccolo e medio taglio ritenute dagli investigatori il provento netto dell’illecita attività quotidiana.
Per i due residenti, F.L. di 50 anni e B.D.S. di 31 anni, si sono spalancate le porte dei domiciliari, dove resteranno confinati in attesa del giudizio. Il «cliente-esca» bloccato subito dopo essere uscito dall’appartamento con le mani nel sacco, è stato invece segnalato alla prefettura di Napoli come assuntore. Operazione chiusa, ma i riflettori su viale Castelluccio restano accesi.
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