Gragnano | Va nei boschi a cercare funghi: scomparso un 82enne
Non si fermano le ricerche di G.D.S., l’ottantaduenne originario di Gragnano scomparso da ormai due giorni tra i boschi rigogliosi…
Clima infuocato e toni da resa dei conti nell’ultimo consiglio comunale a Gragnano. Al centro dello scontro, l’assegnazione della concessione per la gestione dello stadio comunale “San Michele” alla società Gragnano Calcio, guidata da Sabato Scala, padre del consigliere comunale Antonio Scala. Un’operazione che ha fatto scattare la dura reazione delle opposizioni e aperto un fronte politico rovente, tra accuse di favoritismi, presunte anomalie procedurali e ricorsi ai giudici amministrativi.
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A dare fuoco alle polveri è stato il consigliere comunale del Partito Democratico, Antonio Marinaro, che nel suo intervento in aula ha parlato senza mezzi termini di inopportunità politica e opacità amministrativa: «Il mio intervento non nasce da alcun accanimento personale, né tantomeno da un preconcetto verso lo sport o nei confronti della famiglia Scala — ha esordito Marinaro —. Qui non si discute del diritto di partecipare, ma della grande opportunità di concedere un beneficio pubblico a un familiare diretto di chi siede in questo Consiglio».
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Il consigliere dem ha puntato il dito contro il cortocircuito etico e finanziario dell’operazione: «Abbiamo speso circa 50.000 euro di soldi pubblici per sistemare l’impianto a seguito della revoca anticipata della precedente gestione. E per fare cosa? Per poi consegnarlo direttamente al padre del consigliere. Diciamocelo chiaramente: se si era già deciso che il campo dovesse andare per forza al padre del consigliere, sarebbe bastato un affidamento diretto e ci saremmo risparmiati tutta questa sceneggiata».
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Marinaro ha poi affondato il colpo sugli aspetti tecnico-giuridici, denunciando presunti vizi procedurali emersi dalle carte: «L’offerta della società aggiudicataria, così come quelle della seconda, della terza e della quarta classificata, risultano prive di firma. Un vizio di questa portata dovrebbe portare a considerare tali offerte semplicemente nulle. C’è di più: analizzando le PEC, nella manifestazione d’interesse della seconda classificata è stato allegato il progetto della terza, e viceversa.
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Una confusione che fa chiaramente presumere come rispondano allo stesso centro di interessi». Alle accuse dell’opposizione ha replicato con fermezza il sindaco Nello D’Auria, difendendo l’operato della sua amministrazione e rispedendo al mittente ogni sospetto di illegittimità: «Lezioni di trasparenza io le rimando al mittente — ha tuonato il primo cittadino nel corso del acceso dibattito consiliare —. Noi abbiamo scelto deliberatamente di fare una manifestazione di interesse aperta a tutti, anziché ricorrere a gestioni provvisorie o affidamenti diretti come facevano le amministrazioni passate. Per eccesso di trasparenza, abbiamo dato l’opportunità anche a operatori fuori territorio».
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D’Auria ha poi affrontato il nodo della parentela con il consigliere: «Quale strumento o opportunità politica può vietare a un soggetto libero che si impegna per lo sport di presentarsi a una manifestazione aperta? Limitare questo diritto sarebbe una costrizione inaccettabile. Noi non siamo un’amministrazione delle costrizioni». Il sindaco ha inoltre confermato le tensioni legali, citando il ricorso presentato da un’altra associazione — il cui titolare, ha ammesso con franchezza, è un suo caro amico — e rivelando un dettaglio paradossale emerso dalle verifiche istruttorie degli uffici: «Ci sono state segnalazioni e ricorsi legittimi. E gli uffici, in fase di istruttoria, hanno evidenziato condizioni singolari: mi è stato riferito, ad esempio, che la presidente di un’altra associazione avrebbe 89 anni».
Il clima politico a Gragnano resta dunque incandescente. Mentre la maggioranza rivendica la correttezza formale delle procedure, l’opposizione promette battaglia nelle sedi competenti, trasformando la gestione del “San Michele” nel terreno di scontro più duro dell’ultimo scorcio di questa consiliatura.
Una procedura pubblica al posto degli affidamenti diretti, regole uguali per tutti e piena autonomia degli uffici. L’Amministrazione comunale rivendica le scelte compiute per garantire alla città un impianto sportivo pienamente fruibile.Il campo sportivo San Michele rappresenta un patrimonio della comunità di Gragnano e un punto di riferimento per le associazioni sportive, i giovani e le famiglie. La sua valorizzazione ha costituito una priorità dell’Amministrazione comunale, che ha lavorato per ottenere le autorizzazioni e l’agibilità necessarie, garantendo alla città la disponibilità di una struttura destinata alla pratica sportiva.Una scelta accompagnata da un preciso indirizzo amministrativo: superare il ricorso agli affidamenti diretti e individuare il gestore attraverso una procedura pubblica, aperta alla partecipazione e fondata su criteri uniformi.
«Il nostro unico obiettivo è stato e resta quello di incentivare lo sport, sostenere le associazioni sportive e restituire alla città un impianto pienamente fruibile, nell’interesse dei giovani e di tutta la comunità.Le lezioni di trasparenza le rispediamo serenamente al mittente, perché a parlare non sono le dichiarazioni, ma gli atti. A differenza di quanto avvenuto in precedenti occasioni, abbiamo scelto di non procedere attraverso affidamenti diretti, ma di adottare una procedura pubblica e aperta a tutti, senza preclusioni territoriali, senza punteggi preferenziali e senza corsie privilegiate. Una scelta precisa, improntata alla trasparenza, alla concorrenza e alle pari opportunità.
La procedura ha seguito il proprio iter, con verifiche e determinazioni assunte dagli uffici competenti. La prima società risultata vincitrice è stata successivamente esclusa a seguito dei controlli amministrativi. Un passaggio che conferma un principio fondamentale: la politica definisce gli indirizzi, ma non sceglie gli aggiudicatari.È quanto prevede l’articolo 107 del Testo unico degli enti locali, che distingue nettamente le responsabilità degli organi politici dalle competenze gestionali degli uffici.
Una garanzia di imparzialità che abbiamo rispettato e che intendiamo continuare a rispettare.Quanto ai rapporti personali o familiari, è necessario ribadire un principio di civiltà istituzionale: nessuno può essere discriminato per il proprio cognome, per una parentela o per un’amicizia. Un legame familiare non attribuisce privilegi, ma non determina neppure automaticamente un’esclusione. Sono i requisiti, le procedure, le verifiche sui conflitti di interesse e il rispetto delle regole a stabilire la legittimità di una partecipazione, non le appartenenze.
L’opportunità politica non può trasformarsi nella pretesa di impedire a un cittadino di concorrere a una gara pubblica in assenza di cause di esclusione previste dalla legge. Sarebbe un paradosso invocare la trasparenza e, contemporaneamente, chiedere alla politica di condizionare una procedura amministrativa.Noi non abbiamo mai alimentato la cultura del sospetto, neppure quando, attraverso regolari procedure pubbliche, familiari di consiglieri comunali hanno avuto l’opportunità di svolgere attività lavorative presso il Comune.
Non abbiamo mai ritenuto che un legame familiare potesse, da solo, mettere in discussione la correttezza di una procedura o la dignità di una persona. E non intendiamo cambiare questo principio a seconda delle convenienze politiche.Quanto alle contestazioni sulla documentazione di gara, esistono sedi e strumenti istituzionali deputati ad accertare ogni eventuale irregolarità. Il ricorso presentato davanti al TAR sarà valutato dalla giustizia amministrativa, le cui decisioni saranno rispettate.
Un ricorso non equivale a una sentenza e una contestazione non costituisce, di per sé, una prova di illegittimità.La trasparenza si pratica, non si proclama. La legalità si garantisce con gli atti, non con le insinuazioni.Continueremo a lavorare con serenità, lasciando agli uffici le valutazioni di competenza e alla politica il compito di costruire opportunità, non sospetti. Perché lo sport deve unire una comunità, non diventare terreno di divisione politica».L’Amministrazione comunale conferma così la volontà di proseguire nel percorso di valorizzazione del San Michele, ponendo al centro la funzionalità dell’impianto, il sostegno alle realtà sportive e il rispetto delle procedure amministrative.Un impegno che guarda prima di tutto ai ragazzi di Gragnano e al diritto di poter praticare sport in una struttura pubblica accessibile, sicura e pienamente utilizzabile.