Il Savoia sfiora l'impresa a Salerno. Lescano pareggia al 94'
Un esordio amaro per Di Bari, caratterizzato da troppi errori e da una contestazione finale sonora. Salernitana-Savoia 1-1 lascia in…
C’è un filo sottile, intessuto di ricordi, passione e nostalgie, che lega la prossima sfida del “Giraud” al passato più glorioso e travagliato della storia biancoscudata. Domenica pomeriggio il Savoia si troverà di fronte l’ostacolo più duro del campionato: la capolista Potenza. La formazione lucana sta disputando una stagione finora impeccabile e guarda tutti dall’alto in basso, forte di un primato solido avvalorato da ben sette punti di vantaggio sulla prima inseguitrice, il Bari.
Il Savoia sfiora l'impresa a Salerno. Lescano pareggia al 94'
Un esordio amaro per Di Bari, caratterizzato da troppi errori e da una contestazione finale sonora. Salernitana-Savoia 1-1 lascia in…
Due anni al Savoia per Tisci
Un ruolino di marcia impressionante che porta la firma indelebile del suo condottiero in panchina: Ivan Tisci. Per Tisci, però, quella di Torre Annunziata non potrà mai essere una partita come le altre. Il tecnico dei rossoblù è infatti il grande ex della sfida, un protagonista che al “Giraud” ha lasciato un segno profondo nell’arco di due distinte parentesi da calciatore, capaci di riassumere le montagne russe emotive vissute dal popolo torrese a cavallo tra i due millenni. La storia d’amore tra Tisci e la piazza oplontina ha inizio nell’estate del 1995. Arrivato a Torre Annunziata in un clima di grande entusiasmo, il centrocampista divenne subito uno dei perni del Savoia targato dal presidente Mario Moxedano, fresco di promozione in Serie C1. In quella squadra ricca di talento e personalità — guidata in campo dalle giocate di bomber Eupremio Carruezzo, dall’esperienza di Paolo Baldieri, dalla grinta di Pietro Mariani e dal talento emergente di un giovanissimo Gaetano De Rosa — Tisci sapientemente ne dettava i tempi di gioco. Chiuse la sua prima annata in biancoscudato collezionando 28 presenze e 2 reti, contribuendo in maniera determinante al consolidamento della squadra nella terza serie nazionale. Dopo quell’esperienza formativa, la carriera di Tisci prese il volo toccando piazze importanti come Sora, Pescara e Vicenza. Ma il richiamo di Torre Annunziata era destinato a farsi sentire di nuovo. Il ritorno avvenne nella storica e tormentata stagione 1999-2000, l’anno della tanto sognata Serie B. Un campionato complicato, vissuto sul filo del rasoio e terminato purtroppo con un’amara retrocessione in C1, ma che cementò ulteriormente il legame di rispetto reciproco tra il calciatore e la tifoseria bianca.
Savoia-Potenza, il Prefetto vieta la trasferta ai tifosi lucani: stadio Giraud blindato
Scatta il divieto di trasferta per la sfida del campionato di Serie C tra Savoia e Potenza. Con un provvedimento…
La carriera da allenatore
Appesi gli scarpini al chiodo, Tisci ha intrapreso un percorso di maturazione dirigenziale e tecnica impeccabile. Dopo aver ricoperto inizialmente il ruolo di direttore sportivo, nel 2020 ha deciso di sedersi in panchina, frequentando con successo il corso allenatori nel tempio di Coverciano per conseguire il patentino UEFA A. La sua gavetta da tecnico è stata uno studio costante: prima le esperienze da collaboratore tattico in piazze importanti di Serie A e B come Benevento ed Empoli, poi le prime panchine da responsabile tecnico in Serie D con Bisceglie e Fasano, fino al salto tra i professionisti guidando con personalità Audace Cerignola e Pineto. Tappe fondamentali che lo hanno plasmato fino alla chiamata del Potenza.