Salvatore Dare

Sporcata la chiesa più bella d’Italia. Rifiuti abbandonati sul belvedere

Salvatore Dare,  

Sporcata la chiesa più bella d’Italia. Rifiuti abbandonati sul belvedere

VICO EQUENSE – Secondo Marco Polo tv, è la chiesa più bella d’Italia, dove sposarsi è più di un sogno. A picco sul mare, domina la piana di Seiano aggrappata a uno sperone. Un gioiello unico di Vico Equense, ricercato e da tutelare. Ma che torna nuovamente sotto la luce dei riflettori perché l’area esterna, quella del belvedere, diventa un vero e proprio ricettacolo di rifiuti. Una discarica abusiva. Dove, martedì, sono stati ammassati utensili e materiale edile. Si tratta di una brutta immagine che ha ben presto fatto il giro dei social network. A denunciare lo scempio è l’avvocato Giuseppe Dilengite, già sindaco di Vico Equense.«Ecco il panorama che offriamo ai cittadini e ai turisti. Non dovrebbe essere difficile individuare i responsabili visto che c’è una bella telecamera sul posto…Sperando che funzioni».Il post immediatamente ha fatto il giro dei social network e i commenti, innumerevoli, sono tutti al cianuro. Poi sono intervenuti gli operatori della nettezza urbana per ripulire.

«La sciattezza dell’episodio, e chi ha deciso di scaricare in quel posto, evidenzia una inquietante strafottenza nei confronti di ciò cha appartiene alla storia e al patrimonio culturale di questa città. Ma perché ammonticchiare e scaricare tutto proprio lì?» attacca Franco Cuomo, coordinatore cittadino dei Verdi ambienti e società.Già un paio di anni fa, l’ex Cattedrale di Vico Equense fu bersagliata da incuria e degrado: furono alcuni vandali senza scrupoli a “pensare bene” di imbrattare le pareti esterne della chiesa. Accadde nella notte di Halloween e la notizia destò scalpore. Non solo: un paio di anni fa spuntarono delle frasi d’amore – sempre scritte utilizzando una bomboletta spray – nella zona antistante l’ingresso. Fortunatamente erano in corso i lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio e alcune cancellate delimitavano l’area. Quell’episodio destò reazioni indignate, ma l’autore dei graffiti non fu individuato. Si spera oggi in esito differente.Edificata tra il 1320 e il 1340, la chiesa rappresenta una testimonianza unica dello stile architettonico del XIV secolo. Il restauro venne messo a segno due anni fa e inizialmente ci fu una mezza bagarre per il colore apparso sulle facciate esterne. Le pareti divennero giallorosse e l’allora sindaco Migliaccio polemizzò con gli interventi. Quindi fu sancito un compromesso e si tornò a un rosa tenue richiamato anche in quadri d’epoca.