Salvatore Dare

Penisola sorrentina. Stagionali sfruttati, il Pd: «Ricatti ignobili». Sindaci in silenzio

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Stagionali sfruttati, il Pd: «Ricatti ignobili». Sindaci in silenzio

«Nel silenzio della politica l’unica voce che si sente è quella dei parroci. Una vergogna assoluta che è lo specchio della classe politica odierna». La querelle è aperta, da giorni. L’emergenza degli stagionali fa discutere perché se da una parte lamentano la mancanza di bonus e supporti adeguati, dall’altra evidenziano le storture sconcertanti che subiscono coloro che durante quest’estate hanno avuto “la fortuna” di essere stati comunque assunti. Un vero e proprio sfruttamento, riprendendo tra le righe le dure parole proferite dal vescovo Francesco Alfano, che ha lanciato un accorato appello all’imprenditoria: ovvero, trattare degnamente i dipendenti, a maggior ragione oggi, in una fase delicata, di incertezza, per gli effetti del coronavirus su una terra come la penisola sorrentina che si regge in piedi esclusivamente con il turismo.

E’ Giovanni Persico, segretario del Pd di Sorrento, a dare seguito al dibattito sugli stagionali. Lo fa con durezza, visto che dopo le denunce anonime di alcuni dipendenti delle strutture ricettive e gli interventi pubblici della Curia e delle parrocchie, nessuno ha alzato la mano per prender parola. Di amministratori comunali della penisola neppure l’ombra. «I lavoratori stagionali, già sfruttati precedentemente, ora sono vittime di ricatti ignobili da parte di chi ora piange ma fino all’anno scorso ha fatto quello che voleva – dice Persico – Alla fine a pagare sono sempre i lavoratori, i più deboli mentre la politica pensa agli amici albergatori. Nel frattempo molti alberghi continuano a restare chiusi e molti lavoratori restano senza lavoro pronti a vivere una crisi sociale senza precedenti». C’è chi viene assunto part-time ma nei fatti lavora – per orari e prestazioni – come se avesse un contatto a tempo pieno. E chi si ribella a questo stato di cose viene messo fuori dal giro, non lavora, rischiando pure di non percepire – oltre allo stipendio – l’indennità di disoccupazione. Sulla questione, soltanto l’amministratore delegato della Fondazione Sorrento, l’avvocato Gaetano Milano – a dispetto di sindaci, assessori e consiglieri comunali – ha preso parola, con un post, rivolgendosi direttamente al vescovo Alfano.

«Il grido di allarme e appello ai valori etici della cristianità lanciato con riferimento al “racconto” di lavoratori costretti a prestare la propria attività lavorativa full-time a fronte di compensi part-time, offerta come unica possibilità da parte del datore di lavoro, si presta ad alcune considerazioni che è doveroso sottolineare in quanto foriero di disinformazione e generalizzazione, nella misura in cui venga recepito come una “regola” vigente tanto diffusa quanto odiosa ed eticamente inaccettabile. Non è così: il mondo delle imprese e dei lavoratori vive un momento di crisi terribile con inevitabili conseguenze anche sul rapporto esistente tra i due mondi, da tempo improntato ad una sorta di tregua sociale, garantita dalla presenza di corpi intermedi che hanno cercato di salvaguardare i diritti e la dignità dei lavoratori ed il mondo delle imprese. Questa tregua conquistata ha consentito negli anni la creazione di un rapporto di collaborazione tra lavoratori e imprenditori che va al di là delle norme contrattuali, in una dimensione ben lontana dall’idea dello sfruttamento, come conosciuto negli anni addietro. La crisi in atto avrebbe riportato indietro l’orologio e non ho motivo di dubitare che vi siano episodi di sfruttamento ma il grido di dolore non trova alcun riscontro generalizzato nella realtà in cui noi viviamo ed operiamo quotidianamente. Con questo non ci sentiamo di dire che il fenomeno si debba escludere o che non sia presente, tuttavia rappresenta un comportamento che non appartiene alla maggioranza degli operatori».