Rifugiati protestano davanti Procura di Caserta

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Rifugiati protestano davanti Procura di Caserta

Al grido di “Che fine hanno fatto i nostri soldi”, circa cento rifugiati che partecipano a Caserta al progetto di assistenza integrata Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), hanno manifestato questa mattina davanti al palazzo della Prefettura per protestare contro il mancato stanziamento nel 2015 da parte della Provincia, ente capofila del progetto, della somma di 250 mila euro necessaria per finanziare i servizi previsti, dall’affitto degli appartamenti ai corsi per l’apprendimento della lingua italiana, dalla formazione professionale con borse di lavoro alle attività socio-culturali e sportive e all’assistenza medica e legale. Nonostante il mancato arrivo dei fondi pubblici, peraltro puntualmente accreditati alla Provincia dal Ministero dell’Interno, i servizi sono stati comunque erogati e i soldi regolarmente anticipati, anche tramite fidi bancari, dalle associazioni che gestiscono lo Sprar, ovvero il Centro Sociale Ex Canapificio, la Caritas e casa Rut; ma se i ritardi dovessero continuare i servizi potrebbe subire uno stop. Il presidente della Provincia di Caserta Angelo Di Costanzo, intervenuto presso la prefettura, ha annunciato che entro 10-15 giorni emetterà un decreto presidenziale che istituirà un capitolo di bilancio ad hoc per poter trasferire il finanziamento di 250.000 euro già ricevuto alle associazioni; Di Costanzo si è inoltre impegnato a trasferire nel giro di tre giorni il cofinanziamento previsto per il 2016 pari a 30.000 euro. Più difficile la situazione del Comune di Caserta, ente che partecipa al progetto Sprar, che si è impegnato a versare in breve tempo solo una parte del cofinanziamento per il 2015, ovvero 10mila euro invece dei 16mila di sua competenza, e ad attivare i servizi sportivi. Attualmente il Centro ex Canapificio attende dal Comune ancora 80mila euro per gli anni dal 2010 al 2013; i soldi sono infatti sono in parte finiti nella massa passiva dell’Ente, che è in dissesto dal 2011.

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