Torre del Greco. Sequestrato uno dei maggiori cantieri navali del porto

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Torre del Greco. Sequestrato uno dei maggiori cantieri navali del porto

In esecuzione di specifico provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata gli uomini della Capitaneria di porto di Torre del Greco hanno provveduto al sequestro di uno dei maggiori cantieri navali ubicati nel porto di Torre del Greco.

La struttura cantieristica in questione che si estende su un’area demaniale marittima di oltre 2920 metri quadrati e su uno specchio acqueo di oltre 1000 metri quadrati, è risultata priva di alcun titolo concessorio demaniale marittima legittimante la relativa occupazione. Di particolare entità le violazioni di natura ambientale portate alla luce dagli organi di vigilanza:

  • detenzione incontrollata di rifiuti speciali pericolosi e non autoprodotti in assenza delle prescritte autorizzazioni, iscrizioni e comunicazioni accumulati in strutture non idonee;
  • abbandono incontrollato su aree demaniali marittime ( Pneumatici, residui di lavorazione, ecc.);
  • accertata mancanza dei prescritti registri di carico e scarico dei rifiuti speciali derivanti dall’attività d’impresa;
  • dispersione diretta al suolo di olii esausti ed altre sostanze pericolose  con possibili contaminazioni della matrice ambientale alla luce della quantità di materiale sversato nel tempo.

Numerose, altresì, le prescrizioni (asseverate tecnicamente da parte degli enti sanitari operanti in concorso) impartite da parte di questa stessa Capitaneria di porto in attuazione delle nuove norme in tema di ecoreati recentemente introdotte dal legislatore con la legge n. 68 del 22 maggio 2015 ed ottemperate da parte dei titolari delle attività cantieristiche in un determinato e ben precisato arco temporale.

Nel corso della stessa operazione sono state altresì fatte oggetto di controllo pontili, punti d’ormeggio, strutture cantieristiche, sodalizi e ogni altra tipologia di attività ricettiva localizzata nel porto di torre del Greco, attività, quest’ultima che ha portato al deferimento all’Autorità competente di altri venti soggetti titolari di attività per occupazione abusiva di aree e specchi acquei ed accertata realizzazione di innovazioni non autorizzate su aree in concessione .

Circa 2500 (duemilacinquecento) i metri quadrati complessivi di specchi acquei risultati occupati abusivamente attraverso strutture d’ormeggio e numerose unità nautiche di diverse dimensioni  immediatamente fatte sgombrare e ripristinare a seguito di diffida ad horas notificata a carico di soggetti concessionari e non.

 

 

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