Il ruolo della Di Saia: ecco perché il Comune di Scafati rischia lo scioglimento

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Il ruolo della Di Saia: ecco perché il Comune di Scafati rischia lo scioglimento

Venti “Progetti Obiettivo” autorizzati verbalmente e un Fondo salario accessorio, quello del 2009, costituito due mesi prima dell’esercizio finanziario del Comune di Scafati. Questi i temi su cui si sta sviluppando il lavoro della Commissione d’Accesso agli atti guidata dal vice prefetto Vincenzo Amendola, con la figura della segretaria generale, Immacolata Di Saia, sempre più nel mirino del Pool prefettizio. Questioni primarie per la squadra di lavoro insediatasi a Palazzo Mayer il 22 marzo scorso, su cui si fonderebbe la relazione che, tra un mese, dovrebbe decretare lo scioglimento dell’Amministrazione. 

Un lavoro totalmente differente dalla Procura Antimafia di Salerno, che mira ad appurare le irregolarità che sarebbero state commesse nell’attività di gestione del Comune nel corso degli ultimi anni. In particolare l’attenzione si starebbe soffermando sui “Progetti Obiettivo” che sarebbero stati creati fittiziamente per incrementare in modo illegittimo la retribuzione dei dipendenti  dell’Ente. Un’accusa formulata, lo scorso mese di gennaio, dalla Procura regionale della Corte dei Conti, che ha fissato per il prossimo 22 novembre la prima udienza legata all’azione amministrativa del 2009. Citate in giudizio 20 persone, tra cui il sindaco Pasquale Aliberti, la giunta di allora (composta da Giacinto Grandito, Guglielmo D’Aniello, Stefano Cirillo, Cristoforo Salvati, Pasquale Coppola e Mario Santocchio), i dirigenti comunali, la segretaria generale dell’Ente, Immacolata Di Saia, e l’attuale coordinatrice del Piano di Zona Salerno 1, Maddalena Di Somma. In maniera errata, infatti, avrebbero distribuito fondi “a pioggia” per un totale di 612mila euro. E proprio dagli atti della magistratura contabile emergerebbe una posizione di vertice della dirigente casertana che sulla questione, in un interrogatorio reso ai militari della Guardia di Finanza, aveva affermato che sindaco e giunta erano informati di «tale anomala gestione e che tutte le decisioni erano condivise con l’organo di governo». A interessare alla Commissione, però, sarebbero le dichiarazioni degli altri dirigenti del Comune, che avrebbero spiegato il modus operandi della Di Saia in Comune. Venti i “Progetti Obiettivo” autorizzati soltanto verbalmente, come confermato dai responsabili di settore Laura Aiello, Carmine Arpaia, Maddalena Di Somma, Emilio Gallo, Vittorio Minneci, Maria Gabriella Camera, Antonio Ariano e Nicola Fienga. 

 

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