L?affare del Polo scolastico di Scafati nel mirino di Dda e Pool

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L?affare del Polo scolastico di Scafati nel mirino di Dda e Pool

Dal cantiere del Polo scolastico potrebbero arrivare novità sul fronte dell’inchiesta Antimafia per accertare i presunti rapporti tra politici e criminalità organizzata a Scafati e che vede indagati, a vario titolo, 11 persone. L’opera, su cui si è fondata l’attività politica del sindaco Pasquale Aliberti negli ultimi 4 anni, è al centro di un contenzioso con la Tyche, la società che si era aggiudicata il mega-appalto, ma è sempre stata foriera di grandi interessi mai disdegnati dai clan e constantemente denunciati dai componenti dell’opposizione consiliare dell’Ente. Da questo punto di vista si stanno vagliando le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alfonso Loreto junior, ancora secretate per quanto riguarda questo aspetto, ma ritenute attendibili dagli inquirenti al lavoro nell’Agro nocerino sarnese dal 18 settembre scorso. Un’attenzione accesa dalla Commissione d’Accesso agli atti insiedatasi a Palazzo Mayer lo scorso 22 marzo che, dopo il blitz della Dia negli uffici della Polizia municipale lo scorso mese di settembre, ha cercato di capirne di più sulla struttura su cui erano stati cooptati anche i fondi europei. Per questo magistratura da un lato e l’ingegnere Giuseppe Ruocco del Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche di Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria (componente del Pool prefettizio giunto in città) dall’altro non hanno mai smesso di distogliere la propria attenzione sulla vicenda. Che troverebbe molte ombre per quanto riguarda il trasporto dei materiali di risulta derivanti dalla demolizione dell’ex Palazzetto dello sport di via Oberdan, che è stato il punto su cui si sono arenati i rapporti tra l’amministrazione comunale di via Pietro Melchiade e la società di Andrea Vaiano, noto per essere anche presidente della Us Scafatese. 

Su questo punto specifico, in particolare il pagamento del primo Sal (Stato di avanzamento dei lavori) di oltre 700mila euro, si starebbero concentrando gli investigatori. Perché l’appalto, secondo una prima ricostruzione, avrebbe compreso il trasporto del materiale di risulta ma la cosa non fu mai rispettata. Da qui l’interesse di Commissione d’Accesso e Dia a indagare, per capire se il mancato rispetto degli accordi sia arrivato per un mancato controllo degli uffici comunali di via Pietro Melchiade. 

 

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