Castellammare festeggia San Catello tra la rabbia degli operai

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Castellammare festeggia San Catello tra la rabbia degli operai

La tappa in Fincantieri e poi quella obbligata quest’anno davanti lo stabilimento dell’Acetosella. E’ una festa patronale amara per i 15 dipendenti della storica azienda di imbottigliamento. Sono anche i giorni di una febbrile trattativa che stenta a decollare. Tutti ancora sono con il fiato sospeso e per oggi annunciano una manifestazione di protesta proprio durante la processione di San Catello. Quando il corteo attraverserà via Brin ci saranno striscioni affissi, in modo che tutti potranno conosce la triste realtà di una società storica che rischia il fallimento. L’ennesimo per la città stabiese. 

La realtà dei fatti purtroppo fa pensare a un crac. Tra ieri e l’altro ieri doveva esserci un incontro risolutore o comunque finalizzato all’entrata di un nuovo socio all’interno della Stabia di Mare Srl. Due appuntamenti disattesi. Si vociferava di un imprenditore romano interessato a rilevare lo stabilimento, essendo a capo di un’azienda che si occupa della grande distribuzione dei supermercati del centro Italia. L’acqua Acetosella tornerebbe quindi in un circuito virtuoso. Il primo passo però sarebbe stato quello di una maxi-commessa dell’imprenditore romano, che avrebbe consentito all’azienda di pagare una parte dei 7 stipendi arretrati dei dipendenti, riuscendo a saltare il fosso del fallimento. In un secondo momento ci sarebbero stati gli investimenti e l’entrata a tutti gli effetti nella società di via Brin. 

All’appuntamento però nessuno si è fatto vivo, nemmeno Pecoraro, titolare dell’azienda in perenne cristi già da qualche anno, colui che ha avviato – a suo dire – la trattativa con l’acquirente proveniente dalla capitale. 

Il tempo però stringe e le possibilità per salvare l’azienda si riducono sempre di più. C’è tempo fino al 3 febbraio prossimo, una data spartiacque, perché per quel giorno è fissato il termine per la presentazione del piano concordatario al Tribunale di Torre Annunziata. Qualora la società non dovesse rispettare la scadenza sarebbe tecnicamente fallita. Restano col fiato sospeso i 15 dipendenti dell’azienda che non percepiscono stipendi ormai da 7 mesi e nelle settimane scorse hanno manifestato tutta la loro rabbia per una crisi che si trascina da troppo tempo. Questa mattina lo faranno ancora una volta questa mattina, durante la processione di San Catello.

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