Coccoli si candida a sindaco con ProgrammiAmo Pompei: «Via malaffare e illegalità»

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Coccoli si candida a sindaco con ProgrammiAmo Pompei: «Via malaffare e illegalità»

È partita ufficialmente la corsa di Nino Coccoli alla conquista di Palazzo de Fusco. L’avvocato è a capo della coalizione di ispirazione moderata “Programmiamo Pompei”. Tre le liste a sostegno della sua candidatura a sindaco: Pompei Popolare, Siamo Pompei e Pompei in Movimento. La sfida dello schieramento, presentato ieri all’Hotel Amleto, parte dall’attivismo che si è sviluppato su tre territori in particolare: Mariconda, Messigno e Ponte Persica. Il programma è stato  presentato già lo scorso gennaio ed è stato considerato punto di partenza per qualsiasi dialogo con le altre forze politiche in campo. «Abbiamo sempre detto no a qualsiasi alleanza fondata sui numeri», ha ribadito ieri l’aspirante sindaco in una sala gremita, «ci sta a cuore il futuro di Pompei. Siamo aperti a quanto vorranno abbracciare il nostro programma, ma è chiaro che per quanti hanno già amministrato e hanno dato prova di non essere degni amministratori le porte sono chiuse». Tra le esigenze evidenziate da Programmiamo Pompei quella di «rigenerare il sentimento di comunità, restituire forza e dignità all’immagine della città, scacciare il malaffare, l’incompetenza e l’illegalità dalla gestione della cosa pubblica, elaborare percorsi di interazione e collaborazione tra Comune, Soprintendenza e la Prelatura». L’aggregazione civica ha raccolto attorno a sé molte energie provenienti dal territorio, mettendo in campo professionisti, commercianti, insegnanti, rappresentanti delle forze dell’ordine. «Serietà, impegno non urlato, volontariato nella politica sono le nostre parole d’ordine per coinvolgere i cittadini pompeiani e guadagnare la loro fiducia», è scritto come premessa delle quasi 30 pagine del programma elettorale. «Innanzitutto una legge speciale per Pompei, partendo da questo vorremmo realizzare una serie di infrastrutture che mancano come l’interramento della circumvesuviana e la cittadella dello sport. Poi daremo priorità ai servizi essenziali per fare concretamente qualcosa per la città e non come è stato fatto negli ultimi 30 anni».

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