Salernitana-Frosinone e il voto in Lega: resa dei conti tra Lotito e Stirpe

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Salernitana-Frosinone e il voto in Lega: resa dei conti tra Lotito e Stirpe

È la resa dei conti. L’un contro l’altro si giocano tutto. Claudio Lotito e Maurizio Stirpe sono i grandi avversari d’una settimana, la prossima, infuocata non soltanto per consumato stereotipo: ché lunedì c’è Salernitana-Frosinone all’Arechi, appuntamento a suo modo decisivo per entrambe le squadre, e poi pochi giorni dopo (forse già mercoledì 3 maggio), salvo ulteriori rinvii, si va al voto per la presidenza della Lega di B, con il co-patron granata aspirante numero uno all’elezione e il massimo dirigente dei ciociari suo più agguerrito e dichiarato oppositore.

Quei punti di platino
Un passo per volta, allora. Cominciando la sera del primo maggio, nello stadio con il nome da principe. «È una gara da dentro o fuori, se vogliamo ancora ambire ai play-off è vietato sbagliare», ha detto già dopo il 90esimo del match pareggiato con il Bari un Lotito “affamato” di vittoria, arrabbiato per non aver visto – ipse dixit – «ferocia agonistica» nei suoi calciatori contro i galletti, e per questo deciso a esortarli con ampio preavviso a profondere il doppio degli sforzi per superare il Frosinone. Perché battere i gialloblu avrebbe almeno tre significati. Il primo: alimentare la concreta speranza che la Salernitana, nelle tre giornate che poi resteranno fino al tramonto della regular season, possa andare a giocarsi il quarto di finale per la serie A. Il secondo, strettamente connesso al punto di partenza: se i granata sconfiggessero i ciociari ipotecherebbero, o comunque renderebbero molto probabile, la disputa dei play-off stessi, che per regolamento non si giocheranno nel caso in cui la terza forza del campionato, che attualmente è proprio il Frosinone, avesse un distacco superiore alle 9 lunghezze (ad oggi sono 8) dalla quarta, mentre il gap dell’ottava deve restare nel “perimetro” dei 14 punti (per ora sono 11). Insomma, ce n’è abbastanza per pensare che tante altre squadre di B lunedì sera “tiferanno” per il cavalluccio marino. E poi, last but not least, c’è il terzo “motivo”: la voglia di Lotito d’aver ragione sul “rivale” Stirpe.

Gli oppositori
È qui che il calcio giocato s’intreccia con la “politica” del pallone. Perché i vertici di Salernitana e Frosinone non si amano (eufemismo per non dir altro)? Semplice. Lo spiegò proprio il presidente dei ciociari, qualche settimana fa, nel rassegnare le sue dimissioni dal Direttivo della Lega cadetta, di cui faceva parte come consigliere. Accadde all’indomani dell’annuncio, dato alle società, della candidatura di Lotito alla presidenza ch’era stata di Andrea Abodi. Era il 17 marzo scorso quando nel Consiglio di B volarono gli stracci sulla convocazione d’un’assemblea elettiva che sarebbe poi comunque stata annullata per mancanza di numero legale. «Il sottoscritto, Cardinaletti dell’Ascoli e Mezzaroma della Salernitana erano d’accordo per la data del 19 aprile, e considerando che Corradino, vicepresidente, si sarebbe astenuto, i voti di Setti del Verona e Accornero del Novara non sarebbero bastati per anticipare l’elezione come nelle intenzioni di Lotito – spiegò Stirpe –. E invece, all’ultimo momento, Mezzaroma ha cambiato idea. Così mi sono alzato, ho presentato le mie dimissioni e sono andato via. Perché ho avuto l’impressione che il tutto fosse preconfezionato da tempo e, soprattutto, non voglio far parte d’un progetto che punta a portare Lotito alla presidenza della Lega di B dopo che per anni è stato il primo a non curare affatto gli interessi delle serie cadetta. Anzi, direi proprio che ha fatto l’esatto contrario».

La campagna elettorale
Ecco, insomma, che lo scontro si riproporrà anche nella prossima assemblea elettiva delle società di B, probabilmente già il 3 maggio, due giorni dopo Salernitana-Frosinone (ma non c’è ancora comunicazione ufficiale). Nelle scorse settimane il Consiglio di Lega, attualmente retto dal vicepresidente Corradino e di cui fa parte anche il co-patron granata Marco Mezzaroma (socio e cognato di Lotito, “accusato” da Stirpe d’aver cercato di favorire la candidatura del “magno Claudio”), ha nominato una triade di “saggi” – composta da Andrea Gabrielli (Cittadella), Antonio Gozzi (Virtus Entella) e Oreste Vigorito (Benevento) – per valutare i profili dei pretendenti alla presidenza. Lotito si tiene solo mediaticamente defilato. Nell’ambiente, invece, in queste settimane ha fatto un ampio giro di consultazioni, raggiungendo – raccontano i muri – la maggioranza dei consensi (servono 13 voti) e ospitando nel suo quartier generale di Villa San Sebastiano pure il past president Abodi, cui avrebbe illustrato un piano “annuale” per rilanciare la serie cadetta. L’elezione in Lega B varrebbe per Lotito il ritorno in Consiglio Federale, la poltrona che più gli manca, quella per quale sarebbe pronto – a termini di regolamento – anche a lasciare le sue quote della Salernitana a Mezzaroma perché le due cariche (manager dei cadetti e co-patron granata) sarebbero incompatibili. Mille risvolti d’una sfida che ha sempre gli stessi due protagonisti: Lotito e Stirpe, l’un contro l’altro. È la resa dei conti.

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