Primarie, Valente presidente di seggio. Solo 11 gazebo: è incubo astensionismo

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Primarie, Valente presidente di seggio. Solo 11 gazebo: è incubo astensionismo

Si entra nel vivo delle Primarie e la mozione che sostiene Renzi in Campania sceglie due nomi ‘noti’ come presidenti di seggio di due Comuni di peso della provincia. A presiedere Portici sarà la deputata Pd, Valeria Valente mentre per Castellammare scende in campo, dopo essere stato silurato da capolista, il primo cittadino in persona, Antonio Pannullo. Il tutto mentre Matteo Renzi decide di snobbare il capoluogo campano e chiudere la campagna elettorale a Caserta.

Portici, la città boom per Renzi nel 2013. Valente contro il ‘traditore’ Cuomo – E chissà che l’ex candidata sindaco Pd non si trovi, stavolta non da protagonista ma da testimone, di nuovo al centro di una disfatta. La mozione Renzi sceglie la parlamentare per presiedere quello che è un seggio simbolo per l’ex premier. A Portici nell’ultimo Congresso Pd, quello del 2013, l’ex segretario nazionale Pd allora in competizione con i candidati Gianni Cuperlo e Pippo Civati registrò il più alto numero di preferenze della Campania: 1887 voti su 2359 elettori. Allora capolista era il senatore Enzo Cuomo che stavolta invece è schierato con il suo avversario nella corsa alla segreteria nazionale, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Un assaggio della forza di Cuomo, la mozione Renzi l’ha avuto già alle convenzioni di circolo: a Portici ha conquistato appena 35 voti (altrettanti anche per il candidato e governatore della Puglia, Michele Emiliano) contro i 140 della mozione Orlando. Renziana invece si è già mostrata Castellammare con 245 voti a favore contro i 6 di Orlando, qui la scelta del sindaco è anche una sorta di consolazione dopo che in un primo momento era stato fatto il suo nome per guidare il collegio dei paesi della costiera e vesuviani, prima che Renzi in persona imponesse il suo delfino il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto.

I parlamentari in tour nei seggi – Così contro il ‘traditore’ Cuomo a presiedere e fare da garante si sceglie la deputata Valente, unica dei parlamentari campani in un seggio. Tutti gli altri hanno fatto capire chiaramente di voler fare sì da garanti, ma anche di voler avere la possibilità di girare più zone a loro elettoralmente vicine per garantirsi così voti e visibilità.

Elenco seggi, restano 11 gazebo – Visibile invece è finalmente l’elenco dei seggi del Pd, in tutto 138 tra Napoli e provincia. Dopo le polemiche e i ricorsi della mozione Orlando e Emiliano, la commissione provinciale per il Congresso, presieduta da Grazia Tatarella li ha dimezzati da 18 a 11. E’ riuscito a spuntarla il circolo di San Carlo all’Arena dove ce ne saranno due, nonostante le contestazioni ,trattandosi di una di quelle zone dove si sono registrate irregolarità durante il tesseramento. Nell’elenco inviato a Roma in extremis e pubblicato solo da poche ore per lo più compaiono sedi del Pd. “Non sono d’accordo con la scelta di mettere pochi gazebo – ha commentato il responsabile Organizzazione Pd, Gianfranco Wurzburger –  così non si promuove la partecipazione”.

Renzi domani a Caserta tra le polemiche – Intanto domani Renzi chiuderà a Caserta la sua campagna elettorale e non a Napoli. Una scelta che non è stata di certo ben vista dai dirigenti del Pd locale. Insieme al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini farà tappa al Belvedere di San Leucio e alla Reggia incontrando il direttore, Mauro Felicori e il sindaco Carlo Marino. Polemiche dagli orlandiani che hanno accusato Renzi nei giorni scorsi di “strumentalizzare i beni culturali”, mentre il direttore finito nella bufera ha scritto un lungo post su Fb concludendo così: “se mi invitano e c’è da fare del bene alla Reggia e a Caserta, io vado”.

L’incubo astensionismo – Per un Pd ormai assente a Napoli e in provincia, il grande nemico resta l’astensionismo. Domenica potranno votare non solo gli iscritti ma anche i cittadini. “Spero in un milione di elettori – ha detto il portavoce nazionale della mozione Renzi, Matteo Richetti ieri al Suor Orsola di Napoli – ma questi sono numeri del passato, oggi dobbiamo fare i conti con una flessione di partecipazione”.

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