Salernitana-Frosinone, gli ultras granata in campo per il piccolo Genny

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Salernitana-Frosinone, gli ultras granata in campo per il piccolo Genny

Chi bussa alla porta del cuore granata non resta mai sull’uscio. Salernitana-Frosinone di lunedì sera sarà crocevia per il futuro del cavalluccio marino, però pure l’occasione di rilanciare una sfida ancor più importante. È la battaglia per la vita del piccolo Genny Sorrentino, bambino di Pagani che grazie all’affetto delle Curve del calcio sta (ri)trovando un sorriso che il destino ha provato a negargli.
L’abbraccio
È affetto dalla Cdg, acronimo del terrore di “congeniti disturbi della glicosilazione”, una malattia rara e difficile da curare. La medicina sta studiando, sperimentando. Però intanto lui, stretto tra le braccia dei genitori e della sorella, combatte nella speranza di non arrendersi al suo inferno. «Benvenuto, Genny. Qui devi sentirti a casa. Noi siamo qui per aiutarti». L’hanno accolto così gli ultras della Salernitana, soffiandogli sul ciuffetto e “cullandolo” prima che si svegliasse quando, qualche settimana fa, il bimbo è stato “ospite d’onore” d’una riunione del direttivo della Curva Sud Siberiano nella sede della Nuova Guardia, lì dove ieri l’altro una rappresentanza di tutti i gruppi della torcida granata ha realizzato un video-messaggio (diffuso pure dai canali ufficiali della società di Lotito e Mezzaroma) per lanciare l’appello all’intera tifoseria. «I bambini per noi vengono prima di tutto. Invitiamo la città di Salerno, la sua provincia e tutti i supporters granata che potranno farlo a sostenere la causa di Genny, lunedì sera, in occasione di Salernitana-Frosinone», le parole della voce-guida del popolo dell’Arechi, Mino Caputo.
Campioni di umanità
È l’ennesima battaglia che gli ultras dell’ippocampo sposano in favore dei più piccoli che hanno bisogno d’aiuto. Da Armandino che ha sconfitto un tumore a Francesco Pio che ancora lotta a Torino per un trapianto di fegato, passando per Giovannino, Antonio e tanti altri, senza dimenticare la mobilitazione per le popolazioni terremotate del Centro Italia: la Sud granata ha aperto il suo grande cuore alla solidarietà e per questo ha teso la mano al papà di Genny, Peppe, ultrà della Paganese, un tempo tifoseria gemellata con quella del cavalluccio marino, oggi invece non più. Dettagli irrilevanti, il calcio e il campanilismo che lo governa, quando c’è di mezzo la vita d’un bimbo, la possibilità d’alleviarne le sofferenze. Proprio come stanno facendo tante altre torcide, dalla sua Pagani alla storica rivale Nocera Inferiore, sino a Cava de’ Tirreni, sposando il motto «sosteniamo il piccolo Genny». 
La colletta del cuore
«Adesso tocca a noi», recita il volantino della Curva Sud Siberiano che chiama tutti a rapporto per la raccolta fondi con l’obiettivo di supportare le (enormi) spese della famiglia Sorrentino per le cure mediche. Perché «la solidarietà non ha confini» e «la Cdg è rara ma la cura non deve esserlo». Ecco, allora, che lunedì sera, all’ingresso d’ogni settore dell’Arechi, gli ultras granata allestiranno degli oppositi punti dove gli spettatori potranno lasciare la propria offerta spontanea, libera. Un modo per affiancare l’associazione no profit “Amici di Genny”, un simbolo di speranza, coraggio, voglia di sorridere al mondo facendosi beffa dell’angoscia e del pianto che il calvario d’un bambino solleciterebbe. È la sfida più difficile e importante. E Salerno, dopo averne vinte tante altre di “partite del cuore”, la sta già giocando… 
 

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