Taglialatela assolto dall’accusa di camorra, la lunga lettera: “Ci credevo, grazie a chi c’è stato”

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Taglialatela assolto dall’accusa di camorra, la lunga lettera: “Ci credevo, grazie a chi c’è stato”

Pino Taglialatela, ex portiere del Napoli, è stato assolto con formula piena dall’accusa di associazione di stampo mafioso con il ruolo di partecipe nell’ambito del processo nei confronti di presunti esponenti del clan Mallardo di Giugliano in Campania. Difeso dall’avvocato Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, l’ex calciatore azzurro ha ringraziato tutti con una lunga lettera. «Da pochi giorni ho ricevuto la tanto attesa sentenza, come sapete di assoluzione piena, dopo una richiesta pesante da parte del Pubblico Ministero – si legge – Nella mia vita ho sempre pensato in positivo, anche quando le cose non andavano per il verso giusto, anche quando ci s’incanala, a volte involontariamente, in tunnel lunghi e bui, come sono stati per esempio i miei ultimi tredici mesi». Momenti adesso superati per Taglialatela: «Mi ritengo un fortunato perché lungo il mio cammino ho incontrato tanti amici che mi hanno sorretto, ho ascoltato tante parole confortanti, gesti che mi hanno dato la forza di manifestare la mia estrema innocenza. Come non citare il grande cuore dei tifosi napoletani che mi hanno confortato quando li incontravo per strada, fin dal primo giorno della notizia, proprio sui social mi hanno trasmesso una surreale certezza che le cose sarebbero andate per il verso giusto, ed io a quelle parole ho dato un enorme peso, nei momenti d’insicurezza generale rileggevo tutti i loro commenti, era la voglia di leggere e di credere nel giusto – scrive -. Sono un fortunato anche nell’incontrare le persone giuste al momento giusto, mi rivolgo al mio avvocato, sindaco di Ottaviano, Luca Capasso ed alla sua collaboratrice dott.ssa Monica Marolo. Ho sposato da subito il suo pensiero ed i suoi modi di agire, ha saputo frenare la mia voglia di gridare a tutti di quanto fossi innocente, spiegandomi che le battaglie si vincono con i fatti e non con le parole. Mi ha condotto all’assoluzione piena, lavorando insieme al suo team, in maniera impeccabile, mai fuori dalle righe, mantenendo un’etica professionale esemplare. Ha lottato con un assordante silenzio e un basso profilo contro chi voleva rendere ancora più mediatico il mio caso, solo per aumentare inutili chiacchiericci», conclude. 

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