Bassolino inchioda il Pd: “Andiamo al massacro”

metropolisweb,  

Bassolino inchioda il Pd: “Andiamo al massacro”

Antonio Bassolino è tra i primi ad arrivare all’apertura della festa nazionale Mdp a Napoli. E sarà lui insieme a Susanna Camusso a chiudere con il dibattito “Lavoro: diritti e dignità negati, un patto nazionale per l’occupazione” la cinque giorni degli scissionisti Pd. Jeans e polo bianca, all’ombra del Chiostro di Santa Chiara, l’ex sindaco di Napoli traccia lo scenario politico nazionale e lo fa a modo suo. Citando Antonio Gramsci e affondando, inevitabilmente, il colpo sul Pd napoletano che intanto litiga in vista di un Congresso al veleno.

Presidente allora è rimasto solo Mdp a parlare di sinistra?

Sorride. “Mdp parla di sinistra e lo fanno anche altre forze. Ed è bene che lo faccia anche il Pd che è un partito di centrosinistra”.

Molti ritengono che il Pd sia sempre più spostato al centro.

“Importante è lavorare per costruire un nuovo, serio centrosinistra altrimenti è dura e le prospettive non sono delle migliori”.

Ovvero?

“Se restano tante divisioni e non c’è una seria legge elettorale sicuramente l’ingovernabilità. Con l’enorme paradosso che io e molti altri abbiamo spinto perché la sera delle elezioni si conoscessero  i vincitori, dai sindaci in poi. Sapremo chi ha vinto ma non sarà nessuno: questo è un tema molto delicato per il nostro Paese”.

Nessun vincitore, unico scenario?

“Oppure vincerà il centrodestra come succederà purtroppo dal mio punto di vista in Sicilia già nelle prossime settimane”.

Intanto oggi Mdp lancia da Napoli la festa nazionale. E la sfida al Pd

Mdp fa la festa a Napoli ed è positivo per tutti, proprio in questi giorni l’anno scorso facemmo a Bagnoli la festa della Fondazione Sud. Mi sarei augurato che si fosse fatta anche la festa del partito democratico e invece… C’è bisogno di tante forze, soprattutto di recuperare un rapporto con i cittadini, fare politica cominciando dalla vita materiale e civile delle persone”.

La scelta di Napoli, non è un caso. Qui il Pd ha fallito.

“La crisi della politica a Napoli è drammatica e coinvolge in pieno il partito democratico. Quando si prende tra il 10 e l’11% si è poco più di un gruppo extraparlamentare. Si oscilla tra pateracchi nella città metropolitana, politicamente incomprensibili, e non partecipare ad un Consiglio comunale su Bagnoli, quando il piano regolatore lo abbiamo fatto noi e il testo su Bagnoli l’ha scritto un ministro del Governo Gentiloni”.

Non va meglio sul fronte del Congresso napoletano.

“E’ proprio difficile seguire dal punto di vista politico. L’augurio è che ognuno dove sta, per quello che può, cerchi di fare la propria parte, a Napoli ce n’è un gran bisogno, la città è in ginocchio. Sto sempre con lo zainetto e giro molto, nei miei post scrivo meno di quello che vedo. E’ diventato inimmaginabile, ancora di più per una donna, camminare al calare della sera nelle strade laterali del centro. In nessuna grande città italiana la stazione è come la nostra: parcheggiatori e tassisti abusivi, in mano alla camorra, senzatetto. E poi la  mancata cura delle cose semplici”.

Qui però c’entra il sindaco Luigi de Magistris.

“Io faccio sempre l’ ex sindaco a differenza di altri, anche dentro al Pd, se a Napoli c’è una cosa che va bene sono contento, se va male dico ‘Mi dispiace’, ma mi muovo perché si cerchi di far meglio. La politica si fa in positivo. Se vado al Parco Virgiliano e vedo chiuso per la mancata potatura di quattro alberi, suvvia non ci vuole il ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti”.

Insomma tornando alla politica, meglio un ritorno in stile Ulivo ?

“Le cose del passato appartengono al passato. Bisogna sicuramente riuscire ad invertire il corso attuale, ma la prospettiva mentre parliamo purtroppo è tutt’altra”.

Pessimista, non resta che arrendersi.

Mai arrendersi.  E poi ‘Ci vuole il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà’ come diceva uno dei padri della politica. Ed io li rispetto i padri della politica. Io”

CRONACA