Promessa del calcio si risveglia dal coma. Giorgio Corona in campo per lui

metropolisweb,  

Promessa del calcio si risveglia dal coma. Giorgio Corona in campo per lui

Torna in campo la giovane promessa del calcio siciliano, in coma dopo un incidente sul rettangolo di gioco avvenuto il 20 novembre del 2016 nella partita tra la sua Bolognetta e il Villabate. Agostino Calatabiano, 18 anni, e’ stato preso in cura nel gennaio del 2017 dai sanitari della Fondazione Giglio di Cefalu’. A marzo, il risveglio, con l’uscita dal coma e l’inizio del lungo periodo di riabilitazione che lo ha rimesso in piedi. Per Agostino si erano mobilitati in tanti del mondo dello sport, e oggi tutti in campo per “la partita del risveglio”. L’hanno voluta chiamare cosi’ i familiari e l’infermiere dalla riabilitazione Gaetano Buono, organizzatore dell’incontro, con la passione per il calcio a cui dedica, da allenatore, il tempo libero. In azione le vecchie glorie del Palermo: Fabrizio Miccoli, Ciccio Galeoto, Tanino Vasari, Giorgio Corona, Giovanni Di Somma e tanti altri in un’amichevole con la Asd Proloco di Sant’Ambrogio, formazione che milita in prima categoria.

Di Agostino il calcio di inizio e qualche palleggio che non ha esitato a scambiare anche durante il ricovero. Tra il pubblico anche lo sfaff medico che lo ha seguito durante la degenza. “Agostino e’ stato costante nel suo impegno – ha detto il responsabile della riabilitazione, Giuseppe Galardi – ha effettuato con determinazione gli esercizi che gli venivano affidati impegnandosi con educata ironia, uno degli aspetti del carattere che lo contraddistingue. Ha eseguito anche compiti inusuali, in uno ospedale, ovvero giocare a pallone e correre nel corridoio. Agostino sta terminando il percorso di riabilitazione ospedaliera, sotto la guida attenta della dottoressa Cristina Boccagni, e poi potra’ continuare con gli allenamenti sul campo”. A sottolineare la professionalita’ dello staff medico del Giglio e’ il direttore generale, Vittorio Virgilio, che ha voluto evidenziare “la passione, la grande capacita’ e l’umanita’ del gruppo della riabilitazione nel prendersi cura dei pazienti con risultati importanti”.

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