Caos Forza Italia a Torre del Greco, la rivolta della linea verde: «Serve discontinuità con il passato»

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Caos Forza Italia a Torre del Greco, la rivolta della linea verde: «Serve discontinuità con il passato»

Torre del Greco. Si sarebbero dovuti ritrovare ieri alle 17 intorno a un tavolo della Regione Campania, convocati da Antonio Pentangelo e «ospiti» di Armando Cesaro. Ma, all’invito del coordinatore provinciale di Forza Italia, in tre hanno risposto con un secco: «No, grazie. Non adesso». Comincia in salita la corsa verso le elezioni del 2018 del primo partito del centrodestra all’ombra del Vesuvio, alle prese con la rivolta delle nuove leve. Pronte a puntare i piedi per «scongiurare il rischio di ripetere gli errori del passato».

No alle fughe in avanti

Il faccia a faccia con i vertici provinciali e regionali era stata caldeggiato da Luigi Mele, l’ex assessore ai lavori pubblici già pronto a correre per la fascia da sindaco indossata fino al 29 luglio dal suo ex riferimento politico Ciro Borriello. Una fretta, evidentemente, sgradita ai colleghi di schieramento con cui – durante i tre anni di mandato a palazzo Baronale – non erano mancate polemiche e frizioni. Così, a dispetto della paziente opera di mediazione dell’ex capogruppo in consiglio comunale Cinzia Mirabella, il primo a declinare l’invito era stato Luigi Caldarola: il soldato di via Lamaria – legato al consigliere regionale Severino Nappi – ha evidenziato la necessità di fermare sul nascere eventuali fughe in avanti per provare a costruire insieme una valida ipotesi di lavoro. «Se si vuole andare avanti – la convinzione del baby-politico di Forza Italia – bisogna essere innanzitutto uniti e lanciare un messaggio di discontinuità rispetto al recente passato». Un doppio messaggio indirizzato proprio a Luigi Mele, condiviso dall’ex ciavoliniano Antonio Trieste e dal golden boy Stefano Abilitato: «Parteciperò a incontri ufficiali solo quando saranno presenti tutti i rappresentanti di Forza Italia – le parole del broker assicurativo -. Perdere tempo per assecondare i capricci di qualcuno non è utile né produttivo. Ai vertici provinciali e regionali consiglieremo di puntare sulle idee dei giovani, anziché insistere sempre sugli stessi nomi». Insomma, il supergruppo formato in consiglio comunale – già orfano dello storico Ferdinando Guarino e della figlia Annalaura Guarino, in ogni caso invitati a partecipare al summit – potrebbe rischiare di perdere tutti i pezzi, fatta eccezione per Cinzia Mirabella e Gabriella Palomba. Un’ipotesi nient’affatto piacevole in vista delle future elezioni politiche, in programma qualche mese prima del voto a Torre del Greco.

Il cambio di strategia

Alla luce delle defezioni a raffica – preoccupante spia del malcontento serpeggiante all’interno di Forza Italia – i vertici dei berluscones hanno immediatamente cambiato registro e strategia. Cancellato l’appuntamento in programma ieri alle 17 – incontro a cui rischiavano di essere presenti solo in quattro, tra ex assessori e consiglieri comunali – Antonio Pentangelo e Armando Cesaro hanno spostato l’appuntamento a sabato mattina alle 11.30, presso la sede del partito a Napoli. Settantadue ore di rinvio per provare a ricucire i primi strappi di una campagna elettorale di cui, evidentemente, le nuove leve del primo partito del centrodestra puntano a essere protagonisti e non semplici comparse.

twitter: @a_dortucci

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