Oddati minaccia il ritiro e un dossier: “Non ci sono condizioni per Congresso regolare”

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Oddati minaccia il ritiro e un dossier: “Non ci sono condizioni per Congresso regolare”

Al momento non ci sono le condizioni per fare un Congresso regolare”.

Nicola Oddati candidato degli ex Ds alla segreteria provinciale del Pd quindi che fa a questo punto si ritira?

“Dipende cosa succederà nelle prossime 48 ore. Ho chiesto alla Commissione chiarimenti sul lavoro fatto finora e l’organizzazione al momento è a zero. Ad una settimana dall’elezione, la platea non è stata approvata, non sappiamo dove si vota e quanti delegati candidare. Non ci sono le condizioni base. La mia intenzione è andare fino in fondo per vincere. Se sono rispettate le regole per un bel Congresso bene, altrimenti ne prenderò atto e vedremo”.

 

Cosa potrebbe fare?

“Non posso dirlo da ora, lo ripeto. Di certo se si decide a maggioranza di andare avanti in questo modo mi farò sentire, se necessario con un dossier sulle irregolarità, i ricorsi e tutto quello che non va in questo Congresso, non resterò in silenzio”.

 

Il garante nazionale, Alberto Losacco ha già bocciato la vostra proposta di rinviare la data del Congresso.

“La nostra proposta era sostenuta dalla maggioranza, ma Losacco ha chiesto che ci fosse l’unanimità. Forse il garante non ha chiari alcuni principi fondamentali del diritto, visto che siamo in un paese democratico”.

Intanto il tempo stringe, farete saltare il Congresso?

“Noi non vogliamo far saltare nulla. Vogliamo rivitalizzare il partito, invece c’è una strana ed ingiustificata fretta a fare questo Congresso”.

In gioco ci sono le Politiche.

“Se i soliti pensano di fare ancora una volta i padroni assoluti del partito a Napoli perché hanno più tessere, si sbagliano di grosso. Non arretriamo, vogliamo un Congresso regolare all’insegna della trasparenza e della partecipazione”.

Oltre 30 circoli non parteciperanno al voto. La mozione Costa è d’accordo e sostiene che si tratta di un calcolo matematico, niente di più.

“Noi contestiamo duramente questa scelta: la matematica non c’entra, è una sciocchezza, tra l’altro esiste il principio del riequilibrio proporzionale da poter applicare. La verità è che partito vogliamo essere se quello dei signori delle tessere che pensano ai propri interessi o aperto ai territori e agli iscritti. In ogni caso lunedì dirò chiaramente come stanno le cose”.

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