Regno della birra artigianale tra arte brassicola e storia

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Regno della birra artigianale tra arte brassicola e storia

Spesso il destino si compie dove tutto è iniziato. E sulla collina di Sorrento a Casarlano, proprio dove nacque, agli inizi degli anni 80, il primo micro birrificio artigianale di tutt’Italia a fine novembre si realizzerà il sogno di Giuseppe Schisano e Francesco Galano con l’apertura degli impianti per la produzione della loro birra artigianale. I due giovani homebrewers, termine inglese per indicare quelli che hanno l’hobby di farsi la birra in casa, arrivano così al capolinea del loro percorso iniziato nel 2009 e costellato fino ad oggi da numerosi successi da esperti mastri birrai. L’apertura degli impianti di via Palomba, nella frazione collinare di Sorrento, è prevista per fine novembre ed i nuovi locali oltre a prevedere una maggiore capacità produttiva, daranno la possibilità di assistere alla fasi della lavorazione artigianale e degustare la birra in abbinamento ai prodotti d’eccellenza della costiera. Del resto il tema dell’abbinamento con il territorio per i due amici produttori è sempre stato presente anche nella realizzazione delle loro prime creature. Infatti dopo varie sperimentazioni immettono con successo sul mercato le prime due etichette, la Syrentum, birra artigianale chiara con bucce di limone di Sorrento IGP, e la Minerva con le bucce di arancia, iniziando così un percorso di educazione e diffusione della cultura brassicola, legando al tempo stesso la loro produzione indissolubilmente alla tradizione gastronomica della costiera, anche con eventi nei locali del primo piccolo birrificio. Seguendo il canovaccio che segue ogni produzione di qualità fanno nascere un filone molto originale, quello delle birre stagionali. Nascono così le tre Italian Grape Ale: la Ligia, l’Elèa e l’Opis e per il Natale l’Astrum che ricorda molto nelle sue sensazioni olfattive e gustative i tradizionali dolci natalizi. Ma viene ampliata anche la linea classica con la Parthenope con noci di Sorrento e l’Armida che, dedicata al poeta Torquato Tasso, declina in maniera diversa la buccia fresca dell’arancia di Sorrento. Insomma quella del Birrificio Sorrento è stata una crescita continua e costante che è stata definita “a piccoli passi ma ben calibrati” da Kuaska, uno dei massimi esperti internazionali di birra. Tanto lavoro fatto con passione, competenza e creatività porterà anche a numerosi riconoscimenti da parte di guide e riviste di settore: nella Guida alle Birre d’Italia 2015 di Slow Food, la Syrentum ottiene il riconoscimento di “Grande Birra” (birra di assoluto valore organolettico, da non perdere), la Ligia al terzo posto di Birra dell’Anno nel 2016, miglior Birrificio Campano Bibenda 2016, riconferma della Syrentum come “Grande Birra” con l’aggiunta della Parthenope insignita del premio “Birra quotidiana” nel 2017. Dalla storia di Galano e Schisano si può ben capire come il mondo della birra artigianale che fa sempre più proseliti abbia conquistato la stessa importanza ed interesse dell’universo legato al vino. Come per il vino gli appassionati seguono i riti legati alla degustazione scegliendo meticolosamente le temperature di servizio, i bicchieri più adatti, fino all’abbinamento alle pietanze più adatte. Tutto questo nella patria del vino e della cucina raffinata che vuole abbinamenti studiati è stata una vera rivoluzione che ha capovolto vecchie e consolidate convinzioni che vedevano la birra come una bevanda minore. O ggi grazie ai numerosi micro birrifici artigianali, tra cui quello di Galano e Schisano, che hanno saputo inserirsi in un contesto cosi articolato e senza uguali come può essere quello della gastronomia italiana, il vecchio adagio attribuito a Tacito che definiva la birra “barbaro vino d’orzo” può dirsi veramente anacronistico.

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