Torre del Greco, la vera «casta» del Comune sono i dirigenti: costano 700.000 euro l’anno

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la vera «casta» del Comune sono i dirigenti: costano 700.000 euro l’anno

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Torre del Greco. Sono croce e (raramente) delizia di ogni amministrazione comunale, l’ago della bilancia di tutti i progetti partoriti dai politici di palazzo Baronale. In pratica sono coloro che – attraverso il lavoro di ogni giorno – orientano le «fortune» del sindaco di turno. A che prezzo? Salatissimo, a giudicare dalle tabelle pubblicate all’interno della sezione dedicata alla «trasparenza» sul sito ufficiale del Comune. Perché i dieci dirigenti del Municipio – oggi sei, in attesa delle ulteriori quattro nomine a cui sarà chiamato Giovanni Palomba per sostituire i funzionari andati in pensione – in un anno sono costati alle casse dell’ente di largo Plebiscito la bellezza di 700.000 euro lordi, esclusi gli eventuali «premi di produttività». Una cifra-record, non sempre ricompensata da risultati all’altezza degli stipendi.

I due plenipotenziari

Non strappano la palma del dirigente d’oro – appannaggio di Massimiliano Palumbo, il responsabile del settore tributi e fiscalità capace di sfondare quota 93.000 euro nel 2017 – ma sono, senza ombra di dubbio, i due plenipotenziari del Comune. D’altronde basta mettere piede nella stanza di Ernesto Merlino al primo piano di palazzo La Salle – occupata in passato dall’ex sindaco Valerio Ciavolino e dall’ex city manager Ciro Falanga, mantenuta a dispetto della necessità di individuare una stanza idonea a ospitare l’attuale assessore Luisa Refuto – per «respirare» l’aria del potere. Lo storico funzionario del Comune guida due settori storicamente delicati come i rifiuti e le politiche sociali e in un anno si è portato a casa 80.0000 euro e spiccioli: una cifra capace di fare impallidire lo stesso sindaco Giovanni Palomba, non a caso sempre particolarmente «ossequioso» con il big dei funzionari. Stesso costo per il ragioniere capo Domenico Borriello, l’uomo incaricato di fare quadrare ogni anno i conti del bilancio, tagliando le spese superflue e aggiustando i numeri a seconda delle ristrettezze economiche del momento e delle linee di indirizzo tracciate dalla maggioranza. Non solo: il «cervellone» del Comune è responsabile del settore personale, in attesa di una radicale riorganizzazione dopo l’emorragia di lavoratori provocata dai pensionamenti. Ma – a dispetto dell’urgenza – il piano del fabbisogno invocato già da mesi dalla giunta comunale resta in stand-by, a conferma di come i dirigenti d’oro possano «pesare» sull’operato dei politici. Un peso noto ai consiglieri comunali interessati a dare un’accelerata alle iniziative e alla manifestazioni di Natale: tutti i progetti in arrivo in municipio dovranno passare al vaglio del «sergente di ferro» Luisa Sorrentino, la cugina di un esponente di spicco del Pd locale – non a caso finita in passato nel mirino di Ciro Borriello – a cui sono stati riconosciuti 68.404 euro lordi nel 2017.

Il «povero» assessore

Di come si guadagna bene da dirigente del Comune è consapevole l’ingegnere Vincenzo Sannino, il pensionato della giunta delegato ai lavori pubblici. Da politico l’ex tesserato del Pd porta a casa circa 1.500 euro lordi al mese, mentre – al termine dell’ultimo anno «pieno» da funzionario – lo stipendio sfiorava i 4.000 euro lordi. Con buona pace della «casta».

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