Sport, più tutela per i manager: a Napoli il dibattito su contratti e competenze
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8 luglio 2026
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Sport, più tutela per i manager: a Napoli il dibattito su contratti e competenze

Il settore cresce, ma servono manager e e nuove tutele
Rita Inflorato

Lo sport è sempre più un motore dell’economia italiana. Crescono il valore del settore, gli investimenti e le competenze richieste. Tuttavia, il riconoscimento contrattuale dei manager sportivi resta ancora limitato.

Il tema è stato al centro dell’incontro “Le nuove esigenze contrattuali del manager sportivo. Inquadramento, tutele e sostenibilità del lavoro nello sport”, promosso da Manageritalia Campania a Napoli. L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni per discutere dell’evoluzione del settore e della necessità di adeguare contratti e tutele.

Secondo il Rapporto Sport 2025 di Sport e Salute e dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, il comparto genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto. Il dato corrisponde all’1,5% del Pil nazionale. Gli occupati sono circa 421mila. L’export dei beni sportivi raggiunge invece 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania tra i principali mercati.

L’analisi di Manageritalia evidenzia però un forte squilibrio. Solo l’1% degli addetti ricopre ruoli manageriali. Tra questi, appena 34 risultano inquadrati con il Contratto collettivo nazionale dei dirigenti.

Il confronto a Napoli

«Lo sport è ormai una vera industria e richiede capacità manageriali di altissimo livello», ha dichiarato il presidente di Manageritalia Campania, Ciro Turiello. Il dirigente ha ricordato come Napoli sia diventata un punto di riferimento per i grandi eventi internazionali. Dalle Universiadi del 2019 al titolo di Capitale Europea dello Sport 2026, fino all’America’s Cup, la città è chiamata a gestire appuntamenti sempre più complessi. Marco Arpino, direttore del personale del CONI, ha sottolineato la necessità di costruire tutele adeguati. «Solo riconoscendo responsabilità e professionalità reali possiamo attrarre e trattenere chi guida organizzazioni sportive complesse», ha affermato.

Sulla stessa linea Massimo Fiaschi, segretario generale di Manageritalia. «Se vogliamo tornare competitivi negli sport di squadra dobbiamo investire nella managerialità. Servono professionisti preparati e contratti capaci di valorizzarne il ruolo», ha spiegato. I relatori hanno evidenziato come il manager sportivo debba oggi possedere competenze economiche, giuridiche, organizzative e digitali. Sempre più importante è anche la capacità di utilizzare strumenti innovativi e intelligenza artificiale per migliorare la gestione delle organizzazioni sportive.

L’iniziativa ha rilanciato il confronto sulla necessità di un quadro contrattuale moderno. L’obiettivo è garantire maggiori tutele, percorsi di crescita professionale e condizioni di lavoro sostenibili per una figura destinata ad avere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dello sport italiano.