Torre del Greco, bufera sul nuovo avvocato capo del Comune: «La nomina è illegittima»

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, bufera sul nuovo avvocato capo del Comune: «La nomina è illegittima»

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Torre del Greco. La sua nomina era già finita al centro di polemiche e obiezione, sollevate direttamente da rappresentanti di primo piano della maggioranza targata Giovanni Palomba. Ora – a due settimane dal decreto firmato dal sindaco – la «promozione» di Antonioluigi Iacomino alla guida del settore avvocatura del Comune finisce sotto i riflettori di Romina Stilo, l’ex pupilla di Ciro Borriello oggi seduta tra i banchi dell’opposizione: in particolare, la ricercatrice in genetica dell’università del Sannio ha sollevato – in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al primo cittadino, al capo dell’assise Felice Gaglione e inoltrata al procuratore regionale della corte dei conti e al prefetto di Napoli – una serie di dubbi sulla legittimità della nomina di Antonioluigi Iacomino, associato a un «importante» studio legale di Torre del Greco. «Il vigente ordinamento degli uffici e dei servizi – la premesse dell’ex first lady di palazzo Baronale – in relazione alla copertura di incarichi dirigenziali a tempo determinato evidenzia la necessità del requisito di un’esperienza lavorativa non inferiore a 5 anni presso un ente pubblico o privato nella posizione di dirigente, di cui almeno tre anni in posizione organizzativa». Un requisito di cui, secondo l’esponente dell’opposizione, l’avvocato Antonioluigi Iacomino sarebbe stato sprovvisto al momento della partecipazione all’avviso pubblico promosso dal Comune: «Dal curriculum vitae presentato dall’avvocato Antonioluigi Iacomino – si legge all’interno dell’interrogazione firmata da Romina Stilo – non si evince chiaramente la comprovata esperienza lavorativa richiesta per la carica di avvocato capo dell’ente». Di qui, una lunga serie di richieste – in tutto, otto – a cui il sindaco Giovanni Palomba dovrà dare risposta entro dieci giorni: si parte dalla pleonastica domanda sulla regolarità e trasparenza del concorso per arrivare alle motivazioni dettagliate della scelta, passando per la presentazione della graduatoria finale dei titoli posseduti dai concorrenti e la ricostruzione dell’iter intrapreso dall’avvocato Antonioluigi Iacomino per l’abilitazione al patrocinio della magistrature superiori. Infine, il dubbio già sollevato dall’avvocato Gaetano Frulio – rappresentante della lista civica Ci vuole coraggio – e destinato, verosimilmente, a finire al centro di una pioggia di ricorsi all’autorità giudiziaria: «Si chiede di conoscere – la domanda intorno a cui ruotano l’interrogazione di Romina Stilo e la nomina dell’avvocato capo del Comune – le reali motivazioni di invito nell’ufficio del sindaco di una rosa di dieci avvocati per i colloqui finali, andando contro la procedura prevista dall’avviso pubblico secondo cui il vincitore del concorso doveva essere individuato da un ristretto elenco di candidati ritenuti maggiormente idonei all’assolvimento dell’incarico in un numero non superiore a cinque». In pratica, all’attenzione del sindaco non furono sottoposti i migliori cinque curriculum vitae – come inizialmente previsto dall’avviso pubblico – bensì i migliori dieci. Una variazione in corso d’opera in base a cui – in particolare se il nome dell’avvocato Antonioluigi Iacomino non fosse stato inserito nella «top five» stilata dalla commissione esaminatrice – il concorso per la nomina di dirigente del settore legale del Comune dovrebbe, secondo l’ex vicesindaco Romina Stilo, essere «annullato in autotutela, evitando danni patrimoniali e danni all’immagine dell’ente».

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