Sparatoria a Napoli: davanti ospedale,rabbia e speranza

Redazione,  

Sparatoria a Napoli: davanti ospedale,rabbia e speranza

NAPOLI – Sembra una coincidenza, ma all’ospedale Santobono di Napoli la notizia dell’arresto del presunto killer che ha ferito Noemi arriva poco prima di una svolta felice nelle condizioni della piccola. Ha aperto gli occhi, respira autonomamente. L’ingresso dell’ospedale pediatrico è da una settimana meta di un pellegrinaggio continuo, tra veglie, preghiere e fiaccolate. E davanti ai cancelli non si fa che parlare di questa incredibile, felice coincidenza. Non si arresta il via vai di gente davanti ai cancelli dell’ospedale Santobono. Sono qui, come nella veglia di ieri sera, per dare forza a Noemi, la bimba gravemente ferita venerdì in una sparatoria in piazza Nazionale. In tanti si soffermano a parlare della cattura del presunto responsabile dell’agguato. “La galera non basta per quello che ha fatto a questa piccina” dice senza mezzi termini un anziano cui fa eco un altro che aggiunge: “Queste sono bestie. Una volta la criminalità aveva gli uomini d’onore, non si sparava a innocenti e tanto meno ai bambini. I bambini non si toccano. Deve marcire in carcere senza alcun beneficio e riguardo”. Un’anziana nonna si dice “addolorata per la bimba ma anche per la nostra città dove può capitare di uscire di casa e finire in ospedale o peggio al cimitero”. La notizia dell’arresto rimbalza anche in sala d’attesa dell’ospedale e tra chi è in fila all’accettazione. “Sono una mamma – dice una donna con in braccio la sua bimba – non posso immaginare che cosa sta passando la mamma di Noemi. Le donne di Napoli sono tutte con lei. Certo – prosegue – sapere che hanno arrestato il colpevole le potrà dare giustizia ma la cosa più importante è che Noemi sia al più presto fuori pericolo e torni alla sua vita normale”. Non solo l’utenza del Santobono ma anche tra il personale si parla di Noemi e dell’arresto. E intanto all’esterno non si arresta la deposizione di messaggi, giocattoli, palloncini a cui si sono aggiunti i lumini, ancora accesi, utilizzati per la veglia di ieri. “L’unione di tutte le preghiere – afferma una ragazza – di tutto il bene farà guarire Noemi così come ha aiutato i poliziotti ad arrestare questo criminale”. Donne che in qualche modo si sentono tutte un po’ mamme di Noemi. “Siamo qui tutti i giorni – dice un gruppo di donne – aspettiamo di vederla uscire con le sue gambe e siamo qui per abbracciarla. Ora dobbiamo solo continuare a pregare”.

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