Teresa Palmese

All’alba tutti in fuga in pigiama. Nonnini sfrattati dall’ospizio

Teresa Palmese,  

All’alba tutti in fuga in pigiama. Nonnini sfrattati dall’ospizio

POMPEI -Gli è stato concesso di fare colazione, prendere i medicinali del mattino e poi via di corsa dalla casa di riposo “Carmine Borrelli” di Pompei. Trenta anziani, alcuni ultra novantenni, hanno lasciato ieri mattina l’ospizio su ordine della Questura. Hanno abbandonato le loro camere, i loro affetti, senza fare troppe commedie. Pochi fronzoli e tanta dignità. Un dolore composto che ha spaccato il cuore anche alle forze dell’ordine. Un bacio ai “coinquilini”, alle dipendenti e poi, sotto al braccio dei poliziotti e dei medici, qualcuno in pigiama e in pantofole, si sono fatti accompagnare all’esterno dei cancelli. Sullo sfondo i singhiozzi delle dipendenti e gli insulti dei parenti contro il sindaco Pietro Amitrano: «Vergognati, hai scritto la pagina più brutta di Pompei». Uno sgombero a sorpresa, per le famiglie degli anziani. Un «vero blitz», quasi come se dall’altra parte «ci fossero criminali» – come gridano i parenti dei nonnini – cominciato in via Lepanto alle 6,30 del mattino. Nemmeno il sole coi suoi raggi ha scaldato il cuore degli anziani. Una strada grigia, chiusa al traffico, presidiata da polizia, vigili urbani e vigili del fuoco. Poco lontano, quasi a riprendere una scena surreale, la cima del Santuario della Vergine di Pompei che tra pochi giorni sarà adornato a festa.

Lo sfratto

Lo sgombero comincia all’alba. La polizia varca gli ingressi di via Lepanto insieme ai medici e agli assistenti sociali. Fuori dai cancelli una barriera di poliziotti per impedire l’accesso ai parenti e alle altre dipendenti che avevano terminato il turno qualche ora prima. Intorno alle 12 le camere dell’ospizio sono già tristemente vuote, sbarrate dagli operai del Comune per impedire ogni accesso. Tutti gli anziani, a eccezione di cinque, sono stati trasferiti nella struttura privata di via Roma, Punta Paradiso. Anche un ospite che in realtà non avrebbe potuto soggiornare nel centro per la giovane età. Per un mese, sarà il Comune di Pompei a integrare le rette anche per i nonni non residenti in città. Poi subentrerà un nuovo caos: molte famiglie, disperate fuori ai cancelli della casa di riposo, si sono interrogate su come potranno pagare la tariffa mensile da 1500 euro. Un dramma nel dramma senza fine. Tra l’altro, da un mese, sono già state licenziate dodici dipendenti, quasi tutte vedove. Una storia terribile, che parte da lontano, figlia di scelte politiche scellerate e finita pure sotto i riflettori della magistratura

Il piano dei veleni

Mentre gli anziani abbandonano la struttura, dal Comune c’è chi prepara le ultime carte per il consiglio comunale di venerdì mattina. All’ordine del giorno c’è il progetto Eav da 68 milioni di euro, che si intreccia con il futuro dell’ospizio, e già contestato da una parte della città. È dalla presentazione del piano dell’ex Circum che sono cominciati i veleni. Il programma prevede l’inizio dei lavori proprio da via Lepanto e via Scacciapensieri, dove sarà abbattuta la chiesa dell’ospizio ritenuto inagibile. La stessa casa di riposo, oggetto di indagini diagnostiche effettuate da una società di ingegneria incaricata dal Comune, è stata ritenuta non idonea. Una vicenda intricata fino al limite, dove il confine tra verità e bugia è ormai diventato sottilissimo. Venerdì una nuova battaglia in aula, il sindaco Pietro Amitrano preferisce restare in silenzio. La settimana prossima convocherà una conferenza stampa per chiarire ogni dubbio. Dubbi che intanto sono nelle mani della Procura di Torre Annunziata che ha aperto un’inchiesta.

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