Vincenzo Lamberti

Coronavirus, i tamponi lumaca: i test sono inutili

Vincenzo Lamberti,  

Coronavirus, i tamponi lumaca: i test sono inutili

I giorni di attesa per ricevere l’esito di un tampone aumentano sempre di più. Nelle tende pre-triage degli ospedali che stanno accogliendo i casi sospetti ormai la gestione dell’emergenza diventa sempre più difficile. In alcuni casi, limite ma pur sempre documentati, si è arrivati anche a sette giorni di attesa prima di sapere se il Covid-19 avesse avuto via libera o meno. Una situazione che, come si può immaginare, ingolfa tutto il sistema. Non solo perché mette angoscia nelle persone che vivono giorni di attesa senza sapere se sono positivi o meno. Ma anche perché in quegli stessi giorni, senza una certezza medica e scientifica, diventa inutile stilare un elenco di contatti e determinare la messa in isolamento dei potenziali contagiati.  Col risultato che in giro potrebbero anche esserci diverse persone contagiate non ancora in isolamento. Un rischio che il Sud, con le difficoltà del suo sistema sanitario, non può permettersi di correre. Un vero e proprio caos quello sui tamponi che sta rallentando anche la strategia di contrasto decisa dalle istituzioni politiche e sanitarie sul territorio vesuviano. Lo sa bene il sindaco di Torre del Greco, una delle città dove il contagio sta facendo il maggior numero di vittime e di ammalati, che ha scritto una lettera al direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud denuncia “una situazione, ormai sempre più frequente, secondo la quale la comunicazione dell’esito del tampone positivo viene formulata ai Sindaci con diversi giorni di ritardo, non consentendo, di conseguenza, l’adozione delle necessarie e tempestive misure di competenza dei Comuni atte a contrastare e/o contenere il diffondersi dell’epidemia”. E’ per questo che Palomba ha chiesto a Sosto di “di conoscere i tempi di attivazione dell’istituendo laboratorio dell’Asl Na 3 Sud e se ciò possa, davvero, rappresentare l’opportunità per il nostro comprensorio, di avere tempi più ragionevoli e certi per l’individuazione dei casi positivi”. Secondo il primo cittadino che sta coordinando da giorni le attività del suo centro operativo comunale, questo è un atto dovuto “nei confronti di quanti stanno vivendo con angoscia e paura questa emergenza epidemiologica nazionale che ha investito, direttamente, la nostra città e altre intorno a noi. Ho ritenuto indispensabile, nell’ottica di collaborazione e di supporto alle autorità sanitarie, informare il Direttore Sosto di questa discrasia comunicativa con gli enti territoriali che, di certo, non agevola il già difficile compito di raccordo della mole di informazioni giornaliere”.  Solo nello scorso weekend Metropolis aveva evidenziato come, in una missiva dell’Asl ai comuni, venisse chiarito che appariva difficile alla stessa Asl l’attribuzione dei tamponi alle persone, mancando alcuni dati anagrafici.  Anche da Torre Annunziata arriva una richiesta di chiarimenti sulla lunghezza dei tempi: secondo il sindaco Ascione, infatti, una congiunta della vittima di Covid-19 ha fatto il 17 marzo scorso il tampone, ma da quella data non ha mai ricevuto risposta.   Il caso dei tamponi, poi, sta diventando anche occasione di scontro politico: “In Campania ci troviamo a fare i conti con un dato gravissimo: la nostra ad oggi è l’ultima regione in Italia per numero di tamponi in relazione al numero di residenti. Basti la comparazione con il Lazio dove, a parità di abitanti, dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 18.371 tamponi, numero di oltre tre volte superiore a quello della Campania, ferma ad appena 5.813” le parole della capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino. Cui fa eco il  capo dell’opposizione di centrodestra, Stefano Caldoro. “Tamponi, tamponi, bisogna farne di più. La Campania è ultima in Italia” è il grido d’allarme di Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra. “Esperti e medici – ha detto – ci dicono che sono necessari per prevenire e curare ed allora bisogna passare dai circa 500 che si fanno ad almeno 2000 al giorno. Laboratori pubblici e convenzionati, enti di ricerca, possono essere coinvolti come avviene in altre Regioni”. vilam

CRONACA