Elena Pontoriero

La comicità è un lusso, ora alla gente mancano i soldi per mangiare

Elena Pontoriero,  

La comicità è un lusso, ora alla gente mancano i soldi per mangiare

Al telefono la voce di Biagio Izzo è seria, quasi irriconoscibile durante l’intervista rilasciata a Metropolis. «Fare il comico mi sembra adesso di cattivo gusto», dice lasciando sulla sedia gli abiti indossati a teatro, togliendo le maschere dei suoi divertenti personaggi. «Rideremo poi, quando tutto questo sarà superato. Quando ci sarà l’umore giusto. Si contano troppi morti e ci sono famiglie in estrema difficoltà, così come le aziende. A loro va il mio pensiero». Come tutti anche Biagio Izzo resta a casa, perché il suo lavoro si è interrotto la sera del 4 marzo del 2020, quando il DPCM ha chiuso anche i teatri. Quella sera era in auto verso Agropoli per salire sul palco e che, invece, è rimasto vuoto. Luci spente, nessun pubblico, niente applausi. «Si è interrotta così la tournée che aveva in programma 80 spettacoli. Abbiamo ascoltato le direttive del Governo mentre eravamo in viaggio verso Salerno, forse il momento in cui abbiamo capito – spiega l’attore partenopeo – che la situazione si stava aggravando».

Un nemico invisibile che ha cambiato il modo di vivere, che ha tolto il sorriso anche a chi lo fa per mestiere. Un sipario che è calato sul mondo, venuto giù con l’ingresso alla ribalta del coronavirus che non fa differenza di età, etnia, o ceto sociale. Un virus che arriva ovunque e che ha ulteriormente complicato la sopravvivenza degli ultimi. «Guardo il telegiornale, leggo i giornali per sperare in una uscita da questo incubo. Come lo sperano tutti. Fa paura sapere di combattere qualcosa di piccolo e invisibile che ha generato un’emergenza sanitaria a livello globale. Sì, fa paura». Le immagini scorrono veloci sul video e Biagio Izzo le segue con attenzione, restando in silenzio. «Chi sono io per dare un messaggio? – dice il comico di successo – E’ giusto rispettare le regole e restare a casa. Ma va anche detto che i tanti lavoratori che sono adesso a casa non avranno più soldi a breve. Penso a come potranno sostenere le proprie famiglie. Mi auguro che gli amministratori a livello nazionale, ma anche locale, facciano tutti gli sforzi possibili per aiutare queste famiglie. Lo Stato deve farsi sentire e cercare di procurare i fondi da destinare a chi il lavoro lo perderà, agli imprenditori che sono in ginocchio e a tutti i bisognosi. Mi auguro che quanto detto dal premier Giuseppe Conte sia poi concretizzato». Un brutto sogno che tutti stiamo facendo. Sarebbe bello svegliarsi e sentire

“E’ una recita, è tutto uno scherzo”, come avrebbe detto Bibì uno dei personaggi di successo di Biagio Izzo. No, non lo è purtroppo. Ed è proprio l’attore dei cinepanettoni che ne esce provato, pensieroso, che ha messo in pausa la vena comica. «Sono in casa come tutti. Cerchiamo di accorciare le distanze con videochiamate o chat di gruppo – racconta Biagio Izzo – In particolare, sono in contatto con tutti i ragazzi della compagnia. Ci sono 15 famiglie che dipendono dal mio lavoro. Chiuso il teatro gli incassi sono pari a zero». Una colpa, forse, che l’attore Biagio Izzo porta addosso. Famiglie che sono adesso in difficoltà per una fonte di guadagno bloccata dal covid-19 e chissà per quanto tempo. Non c’è colpa per nessuno. Una condizione condivisa da tanta gente.Entrati in guerra senza neanche essere armati e, adesso, l’esercito di medici, infermieri, ricercatori sono i soldati schierati al fronte per combattere e vincere contro quel nemico piccolo ma letale.

«E’ struggente vedere ogni angolo del mondo deserto. Strade vuote, negozi chiusi. L’assenza di vita», commenta Biagio Izzo. Un quadro drammatico ma che, in qualche modo, comincia a prendere qualche colore. Non tutto è così nero. «Mi affido a Dio, prego a modo mio. So che il Signore ci aiuterà. Ne usciremo». Distante dalle scene Biagio Izzo è in stand-by, attendendo di poter presto riaccendere il tasto start e poter ricominciare questa estate. Poter far ridere, è il suo lavoro. Un lavoro scelto e non senza sacrifici. Anche se essere attori, talvolta, può essere un onere e un onore, soprattutto in questi momenti difficili perché «spesso siamo i primi a essere criticati», ammette Biagio Izzo che ha scelto di dosare ogni parola, ogni apparizione televisiva e ogni intervista, in un momento drammatico per il Paese, per evitare inutili preconcetti.

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