Erano povere prima del virus, niente soldi a 600 famiglie di Castellammare. Le domande per la spesa sono 4.000

Tiziano Valle,  

Erano povere prima del virus, niente soldi a 600 famiglie di Castellammare. Le domande per la spesa sono 4.000

Per i buoni spesa distribuiti dal Comune di Castellammare di Stabia – attraverso i fondi messi a disposizione dal Governo per l’emergenza alimentare – sono stati privilegiati i nuovi poveri, ossia quelli che hanno avuto danni economici a causa della pandemia. Chi già faticava ad arrivare a fine mese e si arrangiava, prima del Covid, è finito in coda. L’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia ha applicato alla lettera le disposizioni arrivate dal Governo, ma il risultato è che 600 famiglie – a reddito zero o quasi – non hanno potuto contare sui buoni spesa.Una misura solidale che ha funzionato solo in parte finora, lasciando tanti scontenti senza soldi e scatenando quasi una guerra tra poveri.Per fare un esempio: un commerciante che dichiarava di guadagnare circa 1.500 euro al mese ed è stato costretto a chiudere per la pandemia, ha potuto ricevere il buono spesa; un lavoratore con un contratto part-time che non sta percependo lo stipendio perché l’attività è chiusa ebeneficia di un’integrazione con il reddito di cittadinanza di 50 o 100 euro, non ha ancora ricevuto nessun bonus. Una vicenda venuta fuori proprio dal racconto di una ex dipendente di Terme di Stabia a Metropolis Quotidiano, che ha raccontato di essere stata momentaneamente esclusa dalla lista dei beneficiari nonostante fosse a reddito zero e con due figli a carico: «Stiamo valutando anche la sua richiesta», assicura l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Castellammare di Stabia, Antonella Esposito.In effetti qualcuno potrà essere accontentato nelle prossime settimane, molti invece resteranno scontenti e questo è l’aspetto più allarmante della vicenda. «Al Comune sono arrivate circa 4.000 domande per i buoni spesa – racconta l’assessore Esposito – Una richiesta enorme. Magari qualcuno ci ha marciato e andremo ad approfondire, ma per la stragrande maggioranza dei casi si tratta di un disagio reale al quale stiamo cercando di dare risposte». «Come Politiche Sociali abbiamo seguito le linee guida che prevedono di garantire sostegno ai nuovi poveri, ma anche l’indirizzo del sindaco di arrivare ad aiutare tutte le persone che hanno presentato richiesta – continua l’assessore – Finora abbiamo distribuito circa 1.050 buoni spesa, esaurendo più della metà dei fondi, che ovviamente non basteranno per tutti». Un problema che l’amministrazione comunale sta cercano di gestire anche incrociando le iniziative messe in campo: «Abbiamo sospeso per qualche giorno la consegna dei pacchi alimentari, perché vogliamo evitare che chi ha ricevuto il buono spesa possa avere anche questi e magari lasciare senza alcun aiuto le altre famiglie – spiega l’assessore Esposito – Inoltre, anche attraverso le donazioni che stanno arrivando al conto corrente dedicato del Comune contiamo di poter garantire altri aiuti magari incrociando anche il lavoro che stiamo facendo noi, con quello delle parrocchie».Arrivare a soddisfare la richiesta di 4.000 famiglie che hanno chiesto aiuto al Comune però è una sorta di mission impossibile, soprattutto considerando che tra un paio di settimane anche le famiglie che hanno ricevuto i buoni spesa saranno nuovamente in difficoltà.«L’emergenza povertà si protrarrà ben oltre quella sanitaria, i danni sono tanti – ammette l’assessore Esposito – A Castellammare di Stabia stiamo assistendo a un cambio scenario che purtroppo sta producendo nuove situazioni di povertà. Questa pandemia, inoltre, ci ha permesso di accendere anche la luce su situazioni di difficoltà che prima non conoscevamo. Abbiamo preso in carico famiglie che magari non sapevano nemmeno di poter ricevere supporto dal Comune e non facevano neanche le domande per beneficiare dei sussidi».

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