Stagione flop in litoranea, discariche davanti ai lidi. Le imprese di Torre del Greco disperate

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Stagione flop in litoranea, discariche davanti ai lidi. Le imprese di Torre del Greco disperate

È uno schiaffo a quello che potrebbe essere il lungomare più accattivante del miglio d’Oro. Un piano di rilancio che non c’è mai stato ha condannato, anche quest’anno, la Litoranea di Torre del Greco alle tenebre. Perché nonostante gli sforzi degli imprenditori e la volontà del quartiere di tornare a splendere, anche in questa stramba estate all’insegna del virus, il lungomare della città del corallo non ha brillato. Non ha brillato perché il mare il più delle volte è apparso sporco e poco appetibile, non ha brillato perché a fare da cornice a una passeggiata tra Vesuvio e acqua salata ci sono i rifiuti, la pochezza.  Certo a causa del Covid era difficile immaginare grandi eventi e sfilate (in realtà un’utopia anche gli scorsi anni) ma di certo il Comune si sarebbe potuto impegnare di più par dare lustro al lungomare. A confermalo ci sono le infinite lamentele degli imprenditori che continuano a lottare per mantenere vivo il chilometro di costa che fa invidia alle altre città del miglio d’Oro; una lotta contro la negligenza di chi amministra la città. «Una estate disastrosa, un mese di luglio inesistente e poco lavoro ad agosto – l’ira dei ristoratori e dei titolari dei bar – abbiamo un lungomare che se ne cade di immondizia, chi arriva ha difficoltà a parcheggiare e ci sono piante incolte ovunque, sporcizia lungo la strada. Un posto spento in estate e morto in inverno». E in effetti basta una semplice passeggiata in una calda sera di agosto per capire che la rabbia è comprensibile: a fare da cornice al panorama c’è la spazzatura, ci sono le erbacce, c’è il fetore dell’urina dei cani. C’è un degrado che rende poco attraente persino una pizza a strapiombo sul mare. Già due anni fa il sindaco Giovanni Palomba ribadì la volontà di istituire un tavolo tecnico con gli imprenditori per rilanciare il lungomare, ma in realtà non è stato fatto nulla di concreto e ora la Litoranea resta un semplice zona di periferia

La cooperativa Marenostrum 

A raccontare una estate particolare sotto ogni punto di vista è il presidente della cooperativa che mette insieme gli oltre dieci stabilimenti balneari della Litoranea: «Tutto sommato non ci possiamo lamentare, certo rispetto allo scorso anno abbiamo lavorato il 50% in meno – dice Fausto Lunella – ma per come si prospettava ci riteniamo comunque abbastanza fortunati. Tra le mille difficoltà la cooperativa ha lavorato per garantire sicurezza, distanziamento sociale, rispetto delle regole per i bagnanti. Abbiamo fatto sacrifici enormi, come cento ombrelloni in meno per la distanza sociale, ma tutto sommato il mese di agosto non è stato un completo disastro. Il prossimo anno – prosegue il presidente di Marenostrum – ci auguriamo un aiuto in più da parte del Comune, soprattutto per rendere questa zona appetibile la sera e magari una maggiore pulizia». Insomma, l’estate è quasi pronta per volgere al termine e un anno caratterizzato da una crisi sanitaria mondiale ha pesantemente inciso sugli incassi estivi di chi lavora appena tre mesi l’anno, sperando di sbarcare il lunario tra ombrelloni distanziati e posti ridotti.

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