Dal sogno della caserma alla discarica fuori casa: gli ostaggi dei rifiuti di Ercolano

Daniele Gentile,  

Dal sogno della caserma alla discarica fuori casa:  gli ostaggi dei rifiuti di Ercolano

Ercolano. Un intero quartiere «prigioniero» di una discarica di rifiuti spuntata proprio sotto la nuova caserma dei carabinieri. Una potenziale bomba ecologica «dimenticata» dal Comune e capace di tenere con il fiato sospeso decine di famiglie. L’ennesima storia di degrado e incuria arriva da via Acampora, proprio alle spalle della sede dei carabinieri inaugurata lo scorso mese di marzo. Ma ora per qualcuno, proprio l’area a ridosso del presidio di legalità, si è trasformata in una sorta di disastro ambientale. A inoltrare l’ennesimo esposto indirizzato al sindaco Ciro Buonajuto, ai vigili urbani e alle forze dell’ordine è Dante Iacomino, uno dei residenti di via Acampora costretto a fronteggiare ogni giorno i pericoli igienico-sanitari provocati dalla discarica di rifiuti. Il cittadino – nero su bianco – ha spiegato che non solo sono rimasti a pochi passi da casa sua i ruderi della ex clinica Cataldo – demolita proprio per realizzare la nuova caserma – ma anche uno scempio causato da un appezzamento di terra di proprietà di un privato che da anni trascura l’ordinaria manutenzione con il risultato di un continuo proliferare di animali selvatici come ratti, insetti e serpenti.

L’incubo epidemia

Chiunque, in un luogo in cui legalità fa rima con normalità, tirerebbe un sospiro di sollievo quando a pochi passi da casa viene realizzata una caserma dei carabinieri. Ma nel caso di via Acampora, la nuova tenenza è diventata – a causa dell’incuria della ditta che ha realizzato i lavori, ma non solo – una vera e propria piaga. Infatti, come denuncia Dante Iacomino nell’esposto, dopo l’abbattimento della ex clinica Cataldo sarebbero stati lasciati alla mercé dell’abbandono tutti i materiali di risulta «avanzati» dai lavori che sarebbero dovuti essere smaltiti in maniera «speciale». E non solo perché – come riporta l’esposto – al termine dell’abbattimento della ex clinica è stato lasciato in maniera pericolante anche il muro di cinta che delimitava l’area dell’ex clinica. Insomma, una serie di negligenze che adesso rendono la vita ai residenti di via Acampora praticamente impossibile: «Ci sono rifiuti di ogni genere a pochi passi da casa mia e l’aria, in particolare d’estate, diventa irrespirabile – spiega Dante Iacomino – il vecchio muro di cinta della clinica, lasciato in maniera pericolante, rischia di abbattersi sulla strada che percorriamo ogni giorno, che percorrono i nostri figli. Abbiamo presentato decine di denunce in questi ultimi anni, ma purtroppo la situazione resta immutata». Come se i problemi non bastassero, in via Acampora c’è un’altra situazione che preoccupa i residenti: un terreno incolto, confinante con la strada, di proprietà di un privato, che è diventato letteralmente un luogo di anarchia tra corse in moto selvagge, erbaccia incolta, rifiuti e ratti: «Abbiamo più volte denunciato lo stato dei luoghi all’amministrazione comunale e al titolare dell’area in questione, ma nessuno è mai intervenuto – prosegue l’esposto -. Qui c’è un forte rischio sanitario e anche l’ipotesi di un incendio ci preoccupa».

Il braccio di ferro

Tuttavia, già in passato la polizia locale era intervenuta per gli accertamenti del caso e in particolare per quanto riguarda il muro di cinta della ex clinica Cataldo, arrivando addirittura a interromperne i lavori. Però, come hanno denunciato i residenti, dopo questi interventi non è mai scattata la messa in sicurezza dell’area né tantomeno le necessarie bonifiche.

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