Elezioni Pompei, Di Casola a Lo Sapio: «Io non ho padroni»

Salvatore Piro,  

Elezioni Pompei, Di Casola a Lo Sapio: «Io non ho padroni»

«Lo Sapio crede che la mia candidatura a sindaco sia stata imposta da Claudio D’Alessio? E’ libero di credere ciò che vuole, ma dietro di me non c’è nessuno. Io non ho padroni». Domenico Di Casola, leader  della Coalizione Civica per Pompei, così risponde alle velate insinuazioni – «che ritengo offensive sia nei miei confronti, che nei riguardi di chi dovrebbe starmi alle spalle» – mosse da Carmine Lo Sapio, suo principale competitor per le Amministrative di settembre. Lo Sapio, segretario locale del Pd e candidato sindaco del centrosinistra, nei giorni scorsi aveva dichiarato: “chi, eventualmente, ha messo le mani sulla città, si nasconde dentro la coalizione del mio avversario. Un cartello dove ci sono quelli che hanno determinato danni irreparabili per la città di Pompei. Non sono certo io a essere sceso dal commissariato con le manette”. Un vero affondo, in pratica, da più parti “letto” – quantomeno tra le righe – come riferibile all’ex sindaco Claudio D’Alessio, sottoposto nel 2015 agli arresti domiciliari nell’ambito della vasta indagine Terra Santa condotta dalla Procura di Torre Annunziata sulla gestione del cimitero di via Nolana. Oggi, l’ex sindaco è vicino alla lista “Italia Viva”, la civica renziana alleatasi con Di Casola. «Non ho padroni» ripete l’avvocato Di Casola, che però aggiunge: «Diversi ex amministratori credono che io sia la persona più utile per guidare il Comune di Pompei». Polemiche a parte, il leader della Coalizione Civica spiega: «Quello che ha davvero affossato la nostra economia è stato il boicottaggio di tanti progetti, non ultimo la realizzazione della tensostruttura per Messigno. Era stata proposta all’ultima amministrazione, il cui regista era il mio attuale avversario, da Alternativa Pompeiana, un movimento che chi ha governato fino a pochi mesi fa aveva deciso di non fare crescere. Forse, perché non rientrava in una ristretta cerchia di eletti. Ecco, questo è il metodo che io condanno. E’ questo il metodo che mette in crisi le istituzioni». Passando invece al programma, Di Casola indica le 4 urgenze da affrontare. «Non ho buttato giù il programma dei primi 100 giorni, che è utile solo a prendere in giro gli elettori. Ma le mie priorità saranno queste: messa in sicurezza delle strade a partire da via Macello. Poi la sicurezza immediata delle scuole; un fortissimo sostegno alle partite Iva e agli imprenditori messi in ginocchio dalla crisi e dal lockdown. Come? Anche in termini di dilazioni nel pagamento della Tari. Infine, al massimo entro un mese, riuscirò a far riaprire lo stadio Bellucci, per il quale ho scoperto che manca solo un certificato. E’ un impianto sportivo che servirà come valvola di sfogo per i nostri giovani». Infine, Di Casola respinge l’etichetta di una «coalizione di centrodestra» da lui guidata e costruita anche con l’appoggio dei giovani della Lega. «Noi siamo un polo liberale»taglia corto Di Casola «e, comunque, candidati vicini al centrodestra, come Andreina Esposito, sono oggi alleati con Carmine Lo Sapio».

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