Ciro Formisano

Torre Annunziata, morta di leucemia dopo il ricovero: i pm chiudono il caso. Ma spunta una super perizia

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, morta di leucemia dopo il ricovero: i pm chiudono il caso. Ma spunta una super perizia

Per la Procura di Torre Annunziata non ci sono indizi in grado di dimostrare le presunte responsabilità dei medici. E dunque il fascicolo aperto sulla morte di Anna Verso, la cinquantacinquenne di Torre Annunziata deceduta all’ospedale “Sant’Anna Madonna della Neve” di Boscotrecase il 18 febbraio del 2019, va archiviato. Una svolta che arriva a un anno e mezzo dalla tragedia. Anche se i familiari della donna non sembrano intenzionati ad arrendersi. La difesa dei parenti della cinquantacinquenne non molla e punta su quanto emerso da un’altra super perizia. Una relazione tecnica in grado – secondo gli avvocati di parte – di ribaltare le convinzioni emerse dagli atti prodotti dagli altri esperti nominati dalla Procura. L’opposizione all’archiviazione è stata discussa e ora si attende la decisione del giudice. Al gip il compito di decidere se tenere ancora aperto quel fascicolo.
Ma facciamo un passo indietro a un anno e mezzo fa quando all’ospedale di Boscotrecase si registra il decesso della povera Anna Verso, uccisa da una leucemia fulminante, secondo la prima diagnosi. Una notizia balzata in cima alle pagine di cronaca poiché alcuni parenti della donna – poco dopo la tragedia – sono stati denunciati per aver danneggiato il nosocomio. Per la difesa della famiglia – rappresentata dall’avvocato Mauro Porcelli – i medici non avrebbero fatto tutto il possibile per salvare la donna. Nel mirino della denuncia ci sono due ricoveri ai quali la 55enne è stata sottoposta qualche giorno prima. Anna Verso, sempre secondo la difesa, sarebbe stata trasferita anche in diversi reparti dell’ospedale, fino al decesso per una sospetta leucemia. La Procura, per fare luce sul caso, ha nominato tre esperti. Le perizie avrebbero confermato – come già ribadito dai responsabili dell’ospedale all’indomani della tragedia – l’assenza di responsabilità da parte dei 15 camici bianchi che hanno avuto in cura la donna. I medici, in sintesi, avrebbero fatto tutto il possibile, sostiene la procura, per salvare la vita ad Anna Verso. «E’ accaduto qualcosa di tragico e imprevisto», le parole del direttore del reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale poche ore dopo la morte della donna e l’avvio delle indagini da parte della magistratura.
Ma per la difesa c’è qualcosa che non quadra. La famiglia ha dato incarico a un altro perito di analizzare atti e cartelle cliniche. Una quinta perizia – in precedenza oltre alle tre della procura ne era stata eseguita un’altra dalla difesa – che dimostrerebbe come in realtà i medici si sarebbero potuti accorgere, con delle semplici analisi del sangue, dell’aggravarsi delle condizioni della donna. Sulla scorta proprio di questo nuovo elemento portato all’attenzione dei magistrati, l’avvocato ha presentato opposizione all’archiviazione richiesta dell’accusa. Il caso è stato anche discusso e ora si attende la decisione. Ai giudici il compito di decidere se tenere aperto ancora quel fascicolo oppure se archiviarlo come tragica fatalità.