Scavi di Pompei, visite solo con guide locali: la sentenza sconfessa Osanna

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Scavi di Pompei, visite solo con guide locali: la sentenza sconfessa Osanna

Pompei. Caos guide turistiche, arriva la sentenza svolta che “sconfessa” il Sovrintendente ad interim Massimo Osanna. Esultano le guide campane e del Parco Archeologico di Pompei dopo l’ultima sentenza – emessa sul caso dal Consiglio di Stato – destinata a fare giurisprudenza. Oltre che rumore. “Senza una legge nazionale non potranno essere abilitate nuove guide turistiche” hanno sancito infatti i giudici amministrativi. E’ una sentenza “svolta”, si diceva.Che in pratica segna la vittoria delle guide turistiche regionali e di Pompei, tutte in protesta dallo scorso 9 giugno contro la decisione rivoluzionaria assunta dall’allora Sovrintendente Massimo Osanna, oggi direttore generale dei musei italiani, di consentire a tutte le guide “senza alcuna discriminazione tra regionali e nazionali” di iscriversi al presidio fisso posto “all’ingresso di piazza Anfiteatro per richiedere dalle ore 9 alle 13 un servizio visite guidate”. I presidi, cioè il punto dove i singoli turisti e i gruppi richiedono una guida per la visita scelta tramite la consultazione di un elenco, furono istituiti nel 2010 dall’ex commissario Marcello Fiori. Secondo il regolamento – un Dpcm del 2010 mai abrogato – agli elenchi possono iscriversi solo le guide che hanno conseguito l’abilitazione in Campania. Le altre guide – abilitate a lavorare come nel resto d’Italia dalla legge 97 del 2013, che ha recepito le relative norme europee – non hanno mai potuto iscriversi agli elenchi di Pompei. Fino allo scorso 9 giugno: giorno in cui la decisione rivoluzionaria dell’ex Sovrintendente ha rischiato di inasprire il mai sopito scontro tra guide campane e chi “come ad esempio è accaduto in Sardegna ha ottenuto l’abilitazione senza nemmeno sostenere la prova di lingua straniera. Ho visto guide turistiche accompagnare gruppi di visitatori senza neanche conoscere la storia di Pompei e dei suoi Scavi” dichiara Daniela Di Vincenzo, sindacalista UilTucs Campania. Ovvero una delle due sigle che – insieme all’associazione Guide Abilitate Agta – si è maggiormente battuta affinchè il Consiglio di Stato mettesse finalmente un punto “al proliferare di una serie di procedure abilitanti regionali ‘scempio’ e ridicole’’ prosegue sempre per Uiltucs la sindacalista Di Vincenzo “che hanno prodotto una situazione di concorrenza sleale con il risultato che la nostra professione è stata svenduta. Noi non abbiamo nulla contro le nuove abilitazioni, ma l’accesso alla professione di guida turistica va disciplinato secondo i criteri di una legge nazionale e al termine di un esame strutturato. La Campania” conclude Daniela Di Vincenzo “si è sempre comportata in modo serio a differenza di altre Regioni dove, fino a poco tempo fa, si assisteva ad abilitazioni ottenute attraverso una sanatoria. Era un sistema assurdo”. La palla, ora, passa direttamente al Governo nazionale. Perché i giudici amministrativi hanno di fatto stabilito che per fare la guida turistica servirà un esame di Stato, esattamente come accade per gli avvocati, i giornalisti e le altre categorie professionali. Le Regioni, dunque, non potranno più abilitare guide turistiche. In mancanza di una legge, nel frattempo, le abilitazioni sono però di fatto bloccate.