Salvatore Dare

Bimbo ucciso a botte, la madre e il patrigno rischiano l’ergastolo

Salvatore Dare,  

Bimbo ucciso a botte, la madre e il patrigno rischiano l’ergastolo

Ergastolo. E’ questa la richiesta della Procura di Napoli Nord per Valentina Casa, la trentenne di Massa Lubrense, madre del piccolo Giuseppe, il bimbo di 7 anni che il 27 gennaio dell’anno scorso fu picchiato a morte con un bastone dall’ex compagno della donna, Tony Essobti Badre, 25 anni, accusato di omicidio. Carcere a vita chiesto anche nei confronti dell’uomo accusato di omicidio volontario di Giuseppe e del tentato omicidio della sorellina di Giuseppe oltre che di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudeltà e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa, invece, risponde sul profilo omissivo di tutti i capi d’accusa. Non solo: oltre all’ergastolo, i sostituti procuratori di Napoli Nord Paola Izzo e Fabio Sozio hanno pure l’isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Casa e di Badre.

Le richieste sono state avanzate alla terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli davanti alla quale si sta celebrando il processo dopo quasi quattro ore di requisitoria. Ora sarà il turno del collegio difensivo degli imputati che, è chiaro, tenteranno di ribattere alle pesanti richieste di condanna formulate dai pubblici ministeri. In una delle ultime udienza, fu ascoltata proprio Valentina Casa, che poche alcuni mesi dopo l’omicidio venne anche arrestata. La donna, dinanzi ai giudici, confermò che il compagno a più riprese si scagliò contro i bambini. E descrisse la giornata d’inferno vissuta in casa, a Cardito, dove avvenne la tragedia. «Non si fermava più… buttava mazzate e mentre picchiava i bambini le mazze si sono spezzate…» le parole di Valentina.  Parole, quella della donna, che mettono i brividi: «…in quel momento sembrava un diavolo… picchiava i bambini anche quando sono caduti…» poi, secondo la sua versione dei fatti, Tony, rivolge la violenze anche contro di lei: «…mi ha tirato i capelli e mi ha dato un morso dietro i capelli». Valentina, nel corso del processo, ha riferito anche di un altro episodio di violenza, avvenuto il giorno prima della morte del figlio: «…il sabato sera aveva tirato i capelli alla bambina (la sorellina di Giuseppe, ndr) e gli erano rimaste le ciocche in mano…». Non solo. Oltre alla testimonianza della ragazza di Massa Lubrense, in aula, settimane fa venne ascoltato proprio Badre. Il quale fece dichiarazioni molto forti: «Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po’… verso le 8 e qualcosa, sentii che (i bambini, ndr) saltavano sul letto … mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li picchiai… ma non ho mai voluto ammazzarli». «Fu un raptus di 5 minuti… – continuò Badre – mi è venuto in cameretta dopo aver visto la struttura del letto rotta… è come se in quel momento mi si fosse spento il cervello…». Per la Procura non ci sono dubbi: tanto da chiedere l’ergastolo. Ora, dopo le discussioni, camera di consiglio e sentenza.

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