Pompei. Rione 167, spunta un revolver

Salvatore Piro,  

Pompei. Rione 167, spunta un revolver

La polizia ripiomba nel quartiere degli spari, popolare e del degrado, poi sequestra una pistola e 20 munizioni. Arma e proiettili erano nascosti in un insospettabile borsello, marca Gucci, trovato ieri dalle forze dell’ordine all’interno della colonna fecale di una palazzina in via Aldo Moro, nel quartiere periferico conosciuto come ex 167. Lo stesso rione che, la sera dello scorso 14 settembre, a pochi giorni di distanza dal voto per le ultime Amministrative, divenne lo scenario di un vero e proprio “cold-case” che rischiò di tingere di giallo le elezioni per il nuovo sindaco del Comune di Pompei. Il mese scorso, infatti, i residenti del quartiere ex 167 furono terrorizzati da un boato fortissimo: un “rumore impressionante che allarmò tutti i condomini” secondo le testimonianze raccolte sul posto da Metropolis immediatamente dopo l’accaduto. Tre colpi di pistola, esplosi in aria da ignoti alle 21.30 circa, che fortunatamente non provocarono feriti oppure danni a edifici ed esercizi commerciali della zona. La violenta esplosione si verificò in uno stretto vicolo cieco del rione, nei pressi di un locale commerciale, un noto barbiere da uomo, frequentato anche di sera da numerosi ragazzi del rione periferico ex 167. Il negozio, nonostante fossero già trascorse le ore 21, era infatti ancora aperto nel momento in cui diversi residenti raccontarono senza mezzi termini di aver “temuto il peggio” prima dell’arrivo della polizia. Gli agenti del commissariato di via Sacra – diretti dal vicequestore Stefania Grasso – una volta piombati nel quartiere rinvennero sull’asfalto 3 proiettili calibro 9 luger. I bossoli vennero subito sequestrati e spediti alla Scientifica per effettuare le analisi e i rilievi balistici del caso. Da qui, poi, il rione periferico ex 167 è stato controllato e ispezionato da cima a fondo, per diversi giorni, dagli stessi poliziotti. Ieri, infine, la scoperta effettuata dalle forze dell’ordine al termine dell’ennesimo servizio straordinario di controllo del territorio, messo in piedi specialmente per arginare la piaga della microcriminalità cittadina. Il borsello con arma e munizioni, sequestrato ieri nell’area condominiale di un palazzo del rione ex 167, nascosto all’interno della colonna fecale, conteneva un revolver con matricola abrasa, completo di caricatore con 6 cartucce calibro 38 special e altre 14 cartucce dello stesso calibro. Immediatamente dopo la scoperta e il sequestro, il vicequestore Stefania Grasso ha avviato le indagini-bis che, a distanza di 15 giorni, fanno adesso ripiombare nel mistero e nel terrore il rione ex 167 di Pompei. Al momento l’inchiesta è top-secret, ma nessuna pista sembrerebbe esclusa. Neppure quella di un probabile collegamento tra gli spari dello scorso 14 settembre e l’ultimo revolver sequestrato e già pronto a sparare.

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